MILAN: CAMPIONE D’EUROPA. Il Milan trionfa in Champions League

Istanbul dista anni luce da Atene: 2-1 al Liverpool e Milan CAMPIONE D’EUROPA

Liverpool e Milano, Calciodoc su Ladysilvia; Istanbul è vicina ad Atene da un punto di vista geografico, ma lontana anni luce, guardando al risultato; il Milan, a distanza di due anni dalla finale-incubo, regola i conti col passato, cancellando per sempre i fantasmi di quel 3-3 con beffa; la Champions 2006/2007 è dei rossoneri: 2-1 al Liverpool (Inzaghi-bis).

LA PARTITA " La prima notizia riguarda Maldini: regolarmente al suo posto, al centro della difesa (accanto a Nesta), per l’ottava finale di Champions (eguagliato il record del madridista Gento) della sua carriera. La seconda, Inzaghi: vinto il ballottaggio con Gilardino, è lui il perno dell’attacco rossonero, con Seedorf e Kakà a sostegno. Nel Liverpool, invece, nessuna novità rispetto alla formazione annunciata alla vigilia: folto centrocampo a cinque (Gerrard il più avanzato) e Kuyt unica punta. L’inizio dei Reds è praticamente perfetto. I palleggiatori milanisti finiscono ben presto imbrigliati nelle trappole preparate da Benitez e lo schieramento rossonero fa acqua a sinistra, dove Jankulovski fatica a contenere il propositivo e veloce Pennant. Proprio da un errore di disimpegno del ceco, al 10’, ha origine la prima occasione degna di nota: Pennant s’invola verso la porta, incrocia il destro, Dida respinge. Sette minuti dopo, seppure a fatica, prova a farsi vedere il Milan con Kakà da fuori area: Reina non ha problemi. Al 23’ ancora Pennant, dalla sinistra, lavora un gran pallone per Gerrard: la sua conclusione finisce alta. Quattro minuti dopo è il turno di Xabi Alonso, ancora dalla lunga distanza: il suo destro finisce di poco a lato. Sul finire di primo tempo, a gran sorpresa, il vantaggio milanista: Kakà s’incunea sulla trequarti avversaria e conquista una punizione dal limite. Sul punto della battuta si presenta Pirlo che incrocia il destro, trovando sulla sua traiettoria la deviazione di Inzaghi (difficile definire quanto cercata) che mette fuori causa Reina. Al 45’ così, le squadre raggiungono gli spogliatoi sul punteggio di 1-0 per Maldini e compagni.
In apertura di seconda frazione, forti del vantaggio, i milanisti provano a controllare il gioco, con Benitez che, già al 58’, ricorre al primo cambio: Kewell al posto di Zenden. Due minuti dopo, però, la prima occasione degna di nota è per il Milan, ancora su calcio da fermo dal limite: ci prova Pirlo, ma la palla sorvola la traversa. Al 62’ si fa vedere il Liverpool: Gattuso sbaglia il disimpegno, Gerrard ne approfitta per puntare la porta, ma Dida è ancora una volta provvidenziale. Gli inglesi prendono coraggio e, cinque minuti dopo, arrivano al tiro con Riise: palla che sfila al lato. Al 71’ è il turno di Gerrard: diagonale a fil di palo. Sette minuti dopo, nuovo cambio nelle fila dei Reds: dentro il ’lungo’ Crouch (202 cm), fuori Mascherano; Ancelotti risponde con Kaladze per Jankulovski. Le mosse del Liverpool non sortiscono effetti. E all’81’, il Milan confeziona il capolavoro: Kakà , sulla trequarti, trova il passaggio filtrante per Inzaghi che brucia la difesa sul filo del fuorigioco, mette a sedere Reina in uscita e deposita a porta vuota. Gol numero 42 in Champions per lui, 58° in Europa. Sotto di due gol, gli inglesi tentano il tutto per tutto. All’84’ Crouch arriva al tiro da fuori area: Dida alza sulla traversa. Quattro minuti dopo, Kuyt accorcia le distanze, sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Al Milan tocca soffrire anche stavolta, ma i minuti finali scorrono senza scossoni. Rossoneri campioni d’Europa.

L’INVASIONE " In apertura di secondo tempo, un tifoso con tanto di bandiera greca sulle spalle, sfuggendo ai controlli della polizia, è riuscito a fare invasione sul terreno di gioco, attraversandolo da parte a parte. Una volta dalle parti di Reina, finalmente, il servizio di sicurezza è riuscito a placcarlo.

LE DICHIARAZIONI POST-PARTITA " Il primo a presentarsi ai microfoni è il capitano Maldini: "E’ la quinta Coppa, ma è come fosse la prima. Ho la fortuna di giocare in una grande squadra e queste vittorie ti ripagano delle delusioni, per la verità poche rispetto alle gioie. Non ho nessuna intenzione di smettere, voglio giocare ancora la Supercoppa Europea e poi l’Intercontinentale, che ho perso nelle ultime occasioni. Chiudere l’anno prossimo con questi due successi sarebbe il massimo. Il gol di Kuyt? Un po’ di paura l’abbiamo avuta, ma fortunatamente è andata bene".
Il presidente Berlusconi: "Nella telefonata pre-partita, avevo garantito ad Inzaghi che avrebbe fatto due gol. La promessa e l’impegno mi sembra siano state mantenute. Con questo successo andiamo in pari con il ko di Istanbul, che ci pesava ancora molto. È la nostra ottava finale: negli ultimi vent’anni nessuno è riuscito ad eguagliarci. Siamo la squadra che ha raggiunto più volte il traguardo, la più vicina è la Juve con quattro. A Istanbul la partita era stata più bella e avevamo giocato anche meglio, ma delle finali si pretende il risultato, non il bel gioco. Per l’anno prossimo abbiamo il desiderio di potenziare la formazione e ci sarà sicuramente un acquisto importante. Buffon? Grande portiere, ma lo è anche Dida e non c’è nessun motivo di cambiare. Ma non parliamo di futuro, godiamo il successo per noi e per l’Italia. Ancelotti? Con lui c’è amicizia e affetto. Abbiamo avuto, a volte, visioni diverse da un punto di vista tattico, ma alla fine siamo sempre arrivati ad un punto di congiunzione. Credo che sarà lui a dirci fino a quando vorrà rimanere con noi".
Il diretto interessato, Ancelotti coglie subito la palla al balzo: "Voglio la registrazione delle parole del presidente (ride, ndr): firmo subito. La soddisfazione maggiore di stasera è aver raggiunto un traguardo in una stagione che per me sarebbe potuta essere l’ultima. A novembre le cose non stavano andando per il meglio, ma siamo riusciti a riemergere. Difficilmente altrove, mi avrebbero permesso di continuare a lavorare con grande tranquillità e serenità . Inzaghi? Tanti suoi gol sarebbero da considerare fortunosi, ma quando li fa lui c’è sempre un merito da ascrivergli: dalla capacità di essere al posto giusto al momento giusto, alla mole di lavoro e frenesia che mette nelle sue azioni in area. Stasera non era ancora in perfette condizioni, ma vive sempre al massimo queste partite, riesce a caricarsi e a giocare al meglio sul filo dei nervi e della rabbia agonistica. I nostri avversari? Il Liverpool è una squadra che non produce un gioco offensivo di grande qualità ; sfrutta molto le palle inattive e il gioco aereo con Crouch. Probabilmente bisogna ringraziare Benitez di averlo fatto entrare in ritardo. Il gol di Inzaghi, comunque, ha rovinato i loro piani e aperto la partita".
Tirato in ballo dal suo allenatore, ecco il match winner Inzaghi: "Una dedica? Ce ne sarebbero troppe: la mia famiglia in primis, da mio padre che era qui stasera, a mia madre che è rimasta davanti alla tv e non vedo l’ora di sentire. Voglio comunque ringraziare il Milan che, quest’anno, mi ha atteso a lungo, a causa dell’infortunio, e al mio rientro San Siro mi ha tributato un’accoglienza speciale. Qui c’è un ambiente fantastico e, attorno a me, sento una fiducia indescrivibile. Permettetemi, in ultimo, di ricordare un giornalista che stasera non è potuto essere con noi: Alberto Daguanno".
Chiude la serie di contributi della dirigenza milanista, l’amministratore delegato Galliani: "E’ una soddisfazione grandissima. Delle otto finali e cinque successi è quella che ci godiamo di più, dopo una stagione così tormentata. In questo momento, però, non abbiamo intenzione di toglierci sassi dalle scarpe. Quando si vince non è assolutamente elegante. Ci prendiamo comunque i nostri meriti, vista la grande rimonta fatta in campionato e la grande avanzata in Champions. L’1-2 di Kuyt? Sono andato via prima del fischio finale: non avrei sopportato un altro pareggio. Ho raggiunto gli spogliatoi e poi mi è stata comunicata la fine della partita e la conseguente vittoria. Ancelotti? Il Milan è una famiglia e Carlo non si muove. La chiave dei nostri successi è anche questa: il maggior senso di appartenenza che sentono i nostri tecnici e giocatori. Dida? Non si muove da qui. Ha vinto due coppe, ha firmato il prolungamento e non si muove da qui".
Tra i giocatori, invece, il georgiano Kaladze, subentrato a match in corso, è l’unico a trovare un motivo per non sorridere: "Abbiamo vissuto un anno stranissimo: tanti problemi all’inizio, poi siamo riusciti a riprenderci, mostrando il gran carattere che ci ha permesso di sollevare la Coppa. Maldini continua? Per me è un problema. Adesso festeggiamo, ma a Milano parlerò con la società : non mi va di continuare così, sono fortissimo e voglio giocare. Sono sette anni che accetto le condizioni del Milan, ma adesso è il caso di andare fino in fondo alla questione. Kakà ? È un grande campione: quest’anno è stato impressionante".
"Alla faccia di chi diceva che il calcio italiano era in crisi: in un anno abbiamo vinto la coppa dei Campioni e la coppa del Mondo". Questo il commento di Gattuso. Per i rossoneri una rivincita anche se Gattuso precisa: "Quella sconfitta rimarrà per tutta la vita, questa è un’altra coppa, oggi festeggiamo noi e piangono loro come abbiamo pianto noi due anno fa". Per Gattuso una grandissima emozione ma "l’emozione per la coppa del Mondo rimane unica", ha aggiunto il centrocampista rossonero.
"Se immaginavo sei mesi fa di vincere la Champions? La scommessa era quella e dedico questa vittoria ai miei compagni della Lazio, al mister, alla società , ho lavorato per sei mesi con loro ed è anche grazie a loro che sono approdato al Milan". Oddo, giunto in rossonero a gennaio, non dimentica la prima parte di stagione vissuta alla Lazio e anche nella gioia di Atene non dimentica i suoi trascorsi biancocelesti. Per Oddo, poi, un’altra festa dopo quella di Berlino. "È un’emozione bellissima, da paragonare alla vittoria con la Nazionale - aggiunge ai microfoni Rai - Questa però l’ho vissuta intensamente, da protagonista e dal punto di vista personale la sento di più".
Nessun fantasma per il Milan quando Kuyt ha siglato nel finale il gol dell’1-2 che sembrava riportare il tempo indietro di due anni. Questo almeno a sentire le parole di Kakà . "Sapevamo che se avessimo giocato mille volte quella partita - ha detto il brasiliano ricordando Istanbul - non sarebbe successo di nuovo e anche oggi, dopo il loro gol, sapevamo che non sarebbe successo ancora". Per Kakà si parla già di Pallone d’Oro: "Ho sempre detto che era una conseguenza di quello che avrei fatto con la squadra e oggi c’è un grande Milan", la replica del brasiliano.
Ambrosini si gode un’annagta da incorniciare: "Vesto questa maglia da più di 10 anni, per cui ci voleva un’annata come questa, in cui finalmente protagonista: ho giocato tutte le partite importanti, ed è stato bello. Le nostre difficoltà a centrocampo? Loro erano ben messi, riuscivano a corpire bene gli spoazi che altre squadre ci avevano lasciato. Allora ci siamo messi sul loro stesso trerreno, quello fisico, della grinta, e ce l’abbiamo fatta".
Nelle fila del Liverpool, è Xabi Alonso a parlare: "Il gol d’Inzaghi, sul finire di primo tempo, ha cambiato la partita, scombinando i nostri piani tattici. Riscatto rispetto a Istanbul? Non vedo una sorta di giustizia o parificazione, è il calcio: oggi è andata bene al Milan, due anni fa al Liverpool".
Il compagno di squadra Gerrard: "Il Milan ha probabilmente meritato di vincere, hanno alcuni giocatori fantastici. Ora abbiamo bisogno di andare avanti e rafforzare la nostra squadra, ma questo club può fare ancora un’altra di queste finali, ne sono sicuro".
"Ha vinto la squadra migliore". Il presidente della Fifa, Blatter, fa i complimenti al Milan per la vittoria della Champions League. "Sono molto contento di essere stato presente in questa grande festa del calcio europeo con due squadre che hanno presentato nel primo tempo non un grande calcio, ma che nella rirpesa ha espresso tutte le emozioni del nostro calcio, fenomeno sociale e culturale. Il calcio è emozione ma anche pubblico".

I TIFOSI - Per il popolo rossonero, esemplarmente rappresentato in piazza Duomo, giustizia è fatta. A due anni dalla serata di Istanbul - quando le reti di Gerrard e le ’spaghetti legs’ di Dudek fecero sprofondare la Milano rossonera nel silenzio più cupo - le migliaia di tifosi assiepati nella piazza simbolo della città hanno fatto scorrere tutto il loro entusiasmo per il 2-1 rifilato ai Reds, preludio di una notte di festa da ricordare a lungo. Piccoli fuochi d’artificio sono stati sparati nel momento in cui il capitano Paolo Maldini ha alzato la Coppa.

LE DICHIARAZIONI PRE-PARTITA " Prima della partita, Ronaldo, assente di lusso dalla finale (ha già giocato, nella competizione, con la maglia del Real Madrid) s’è concesso ai microfoni di Sky: "Provo una grande sofferenza. Farò grande tifo per i miei compagni e speriamo bene. Spero che Kakà sia ancora decisivo: è in grandissima forma, è un giocatore straordinario, sta facendo la differenza e speriamo succeda anche stasera".
Anche l’ex ct della Nazionale, Marcello Lippi, tra gli invitati alla finale: "Il Milan è in una condizione psicofisica buona, la squadra ha tenuto un grande rendimento, non sarà facile ma ho fiducia. C`è tanto di Ancelotti in questa finale. Lui con i giocatori e la società è stato bravo a gestire un anno difficile che può diventare un’annata strepitosa. Il Milan soffrirà ma tecnicamente è superiore al Liverpool. La mia lontananza dalla panchina? Sono sceso in campo e dopo un anno c`è stata un po` di emozione. Il mio futuro? Sto fermo ancora per qualche mese, il prossimo anno anche a metà stagione valuterò e se ci sono opportunità serie ricomincio. Non ho nessun problema ad andare all’estero. Ho visto Zidane ma non abbiamo parlato di calcio".

IL PALMARES MILANISTA

17 Scudetti: 1901, 1906, 1907, 1950/51, 1954/55, 1956/57, 1958/59, 1961/62, 1967/68, 1978/79, 1987/88, 1991/92, 1992/93, 1993/94, 1995/96, 1998/99, 2003/04
5 Coppe Italia: 1966/67, 1971/72, 1972/73, 1976/77, 2002/03
5 Supercoppe di Lega: 1988, 1992, 1993, 1994, 2004
7 Coppe dei Campioni: 1962/63, 1968/69, 1988/89, 1989/90, 1993/94, 2002/03, 2006/2007
3 Coppe Intercontinentali: 1969, 1989, 1990
2 Coppe delle Coppe: 1967/68, 1972/73
4 Supercoppe Europee: 1989, 1990, 1994, 2003
1 Mitropa Cup: 1982

ALBO D’ORO

1955/1956 Real Madrid (SPA)
1956/1957 Real Madrid (SPA)
1957/1958 Real Madrid (SPA)
1958/1959 Real Madrid (SPA)
1959/1960 Real Madrid (SPA)
1960/1961 Benfica (POR)
1961/1962 Benfica (POR)
1962/1963 Milan
1963/1964 Inter
1964/1965 Inter
1965/1966 Real Madrid (SPA)
1966/1967 Celtic Glasgow (SCO)
1967/1968 Manchester United (ING)
1968/1969 Milan
1969/1970 Feyenoord (OLA)
1970/1971 Ajax (OLA)
1971/1972 Ajax (OLA)
1972/1973 Ajax (OLA)
1973/1974 Bayern Monaco (GER)
1974/1975 Bayern Monaco (GER)
1975/1976 Bayern Monaco (GER)
1976/1977 Liverpool (ING)
1977/1978 Liverpool (ING)
1978/1979 Nottingham Forest (ING)
1979/1980 Nottingham Forest (ING)
1980/1981 Liverpool (ING)
1981/1982 Aston Villa (ING)
1982/1983 Amburgo (GER)
1983/1984 Liverpool (ING)
1984/1985 Juventus
1985/1986 Steaua Bucarest (ROM)
1986/1987 Porto (POR)
1987/1988 PSV Eindhoven (OLA)
1988/1989 Milan
1989/1990 Milan
1990/1991 Stella Rossa (JUG)
1991/1992 Barcellona (SPA)
1992/1993 Olimpique Marsiglia (FRA)
1993/1994 Milan
1994/1995 Ajax (OLA)
1995/1996 Juventus
1996/1997 Borussia Dortmund (GER)
1997/1998 Real Madrid (SPA)
1998/1999 Manchester United (ING)
1999/2000 Real Madrid (SPA)
2000/2001 Bayern Monaco (GER)
2001/2002 Real Madrid (SPA)
2002/2003 Milan
2003/2004 Porto (POR)
2004/2005 Liverpool (ING)
2005/2006 Barcellona (SPA)
2006/2007 Milan

Calciodoc: Mirko Cafaro