Milano – Oggi 2 febbraio 2026 sono stati svelati i nomi dei dieci portabandiera che accompagneranno la Bandiera Olimpica alla Cerimonia di Apertura dei Giochi Invernali Milano Cortina 2026. L’appuntamento è fissato per venerdì 6 febbraio al San Siro Olympic Stadium di Milano e a Cortina d’Ampezzo: otto figure a Milano, due sulle nevi delle Dolomiti, scelte dal Comitato Olimpico Internazionale insieme alla Fondazione Milano Cortina per incarnare pace e solidarietà.
Quei cinque cerchi bianchi su fondo bianco evocano sempre lo stesso messaggio. Continenti uniti, popoli che si incontrano attraverso lo sport. Al riguardo, questi portabandiera portano storie vere, di chi ha lottato sul campo o fuori, per valori che vanno oltre le medaglie.
La formula diffusa dei Giochi assegna a Milano il grosso del corteo. Otto nomi di peso. A Cortina, invece, tocca a due campioni italiani, in un contesto che respira storia dello sci nordico e del ghiaccio, tra picchi e vallate che danno il meglio di sé in questi giorni.
Partiamo da Milano. Tadatoshi Akiba, giapponese. Sindaco di Hiroshima per dodici anni, fino al 2011. Ha speso energie per il disarmo nucleare, con i Mayors for Peace. Un uomo che sa cosa significa parlare di pace da chi l’ha vissuta da vicino.
Rebeca Andrade, brasiliana. Ginnasta da record nel suo paese. Infortuni seri, pensieri di ritiro. Poi l’oro a Tokyo 2020 sul volteggio, l’oro a Parigi 2024 al corpo libero. Tre Olimpiadi all’attivo. Ambasciatrice IOC, impegnata su donne, sostenibilità, scuole. Perseveranza che conta.
Maryam Bukar Hassan dalla Nigeria. Poetessa, artista. UN Global Peace Advocate da luglio 2025. Lotta per parità di genere, ragazzi che crescono forti, pace che include tutti. La sua voce arriva da lontano, ma parla chiaro.
Due italiani nel gruppo. Nicolò Govoni: scrive, attiva. Candidato Nobel Pace 2020 e 2023. Capo di Still I Rise, per i bambini rifugiati che devono studiare. Filippo Grandi: ex capo UNHCR, dal 2016 al 2025. Anni in Africa, Medio Oriente, Asia. Vicepresidente Olympic Refuge Foundation. Olympic Laurel a Parigi 2024. Uomini che fanno la differenza.
Eliud Kipchoge, keniano. Maratona? È lui. Cinque Olimpiadi, da Atene 2004 a Parigi 2024. Oro Rio 2016, oro Tokyo 2020. Poi quella corsa folle a Vienna, 1:59:40. UNESCO Goodwill per sport e valori. Disciplina pura.
Cindy Ngamba. Refugee Olympic Team. Fuggita bambina in UK. Calcio, poi pugilato. Bronzo Parigi 2024, prima medaglia per i rifugiati. Storia che ispira chi parte da zero.
Pita Taufatofua, Tonga. Taekwondo estivo a Rio e Tokyo. Sci fondo a Pyeongchang. UNICEF Pacific Ambassador. Aiuta dopo disastri, per scuole e clima nel Pacifico. Poliedrico, concreto.
Cortina chiama gli italiani delle nevi. Franco Nones, Val di Fiemme, 1941. Oro 30 km Grenoble 1968, primo italiano a spezzare gli scandinavi nello sci di fondo. Bronzo Oslo 1966 Mondiali, 16 ori nazionali. Pioniere.
Martina Valcepina, Fiamme Oro, short track. Tre medaglie Olimpiadi 2014-2018: due argenti, bronzo, tutte staffette. Oltre dieci podi europei, quattro ori. Velocità italiana che conta.
Balich Wonder Studio firma la cerimonia. Ore 20, San Siro esplode. Cortina risponde con il suo scenario. Sport, musica, Italia che guarda avanti. Biglietti disponibili. Niente di più emozionante che esserci.
Informazioni su Cerimonia e portabandiera
6 febbraio 2026, ore 20.00. San Siro Olympic Stadium Milano e Cortina d’Ampezzo ospitano l’apertura. Otto a Milano: Akiba, Andrade, Hassan, Govoni, Grandi, Kipchoge, Ngamba, Taufatofua. Due a Cortina: Nones, Valcepina. Fondazione Milano Cortina 2026 e CIO. Oltre 90 nazioni. Biglietti sul sito ufficiale.
Glossario
- Mayors for Peace: rete sindaci per disarmo nucleare e pace globale.
- Olympic Refuge Foundation: progetto CIO per sport rifugiati.
- Olympic Laurel: premio CIO per contributi pace e cultura via sport.
- Still I Rise: onlus di Govoni per educazione minori in crisi.
- UNHCR: Agenzia ONU rifugiati, tutela da guerre e persecuzioni.