L’ESORDIO DI CAPELLO - La Nazionale azzurra ha perso sul campo, a Budapest, ma la telecronaca di Rai 1 ha contribuito a far vincere alla tv di stato il "prime time". L’amichevole infatti ha ottenuto una media d’ascolto di 5 milioni 863 mila spettatori e uno share del 31,42%, con un primo tempo visto da 6 milioni 430 mila e il 32.81%. Al secondo posto Cultura Moderna di Canale 5 (21,4%) e al terzo Beautiful, sempre di Canale 5 (21,4%). La Rai ha investito molto su Fabio Capello: la cifra esatta non si sa, lui aveva chiesto intorno ai 400.000 euro per tutta la stagione (sarà presente anche per la Champions e in molte puntate della Domenica Sportiva). Come commentatore della Nazionale ha tolto il posto a Sandro Mazzola, "spostato" a Sabato Sprint con Enrico Varriale. Secondo alcune stime Rai, uno come Capello potrebbe valere un punto in più di share alla Domenica Sportiva. Ecco la rassegna stampa sul suo esordio, ripresa da digital-sat.it.
Antonio Dipollina per Repubblica ---> È il suo secondo lavoro ufficiale e se il primo non gli avesse dato qualche soddisfazione negli anni, chissà . Come se non avesse mai smesso - e sono passati 15 anni - Fabio Capello si è rimesso in postazione microfonica ieri sera accanto a Marco Civoli e si è messo a giostrare nomi e giudizi su Ungheria-Italia, la competenza e il senso del calcio temperati dalle sacre esigenze televisive. Ma con irruenza, quasi: il problema per Civoli, spesso, è stato quello di non farsi esautorare dalla verve di Capello, che non attende certo segnali dal telecronista per intervenire. Piuttosto facilitato dalla semplicità dell’impegno amichevole (è stato un allenamento anche per lui, Italia-Francia sarà un altro film), Capello ha esordito senza smancerie o altro, Civoli gli ha dato il "bentornato " e lui si è messo a macinare parole e interpretazioni su quando stava accadendo in campo. Va da sè, senza la necessità di calcare mai la mano (ma questo, con la Nazionale, succede solo in rarissimi casi per chiunque), esaltando gli spunti migliori ("Bella palla dì Aquilani", "Bella palla di Pirlo"), una sorta di zio esperto che accompagna il telecronista e gli spettatori. II Capello piacione di queste nuove telecronache deve ripristinare un minimo di rapporto di simpatia con gli italiani: e per diventare simpatici (nonchè per l’esatto contrario) non c’è niente di meglio della televisione. Va un po’ in difficoltà coi toni appena si mette male e gli azzurri vanno sotto, ha appena pronosticato una Nazionale più veloce con Inzaghi ma meno potente, quindi difficilmente può sbagliare, comunque vada, ma le botte dell’Ungheria alla fine gli riducono il morale visibilmente: vede in fuorigioco il gol azzurro ma si corregge con il replay come facciamo tutti noi umani, lancia la frecciatina solo quando elenca le favorite per la Champions: Inter, Chelsea e Barcellona, senza dimenticare il Milan. Nemmeno il beneficio di un piccolissimo dubbio per il vecchio Real. Si diverte un sacco, insomma, Fabio Capello, si sente quello giusto al posto giusto, più o meno, e andando avanti si vedrà , infatti lo dice in avvio di telecronaca: la panchina non mi manca, per ora.
Massimo Bertarelli per Il Giornale ---> Dopo il terrificante prologo con il ping pong di banalità smozzicate da Failla e Tardelli (ma aggettivi al di fuori di «importante» non ne conoscono?) e la sensazionale raffica di spot, la palla passa a Carlo Paris per le ultime, inutili, novità e finalmente a Marco Civoli che manda il suo affettuoso abbraccio al trombato ex commentatore azzurro Sandro Mazzola. «Sono molto interessato a vedere come giocherà l’Italia» esordisce il sostituto, don Fabio Capello, ovvero monsieur de la Palisse manco lo vede. «Io credo che andare a giocare all’estero ci vuole coraggio» spiega subito dopo. A volte, anche per fare le telecronache. «Un tecnico insiste su un modulo perché si sente che può dargli delle soddisfazioni», aggiunge al 3’. Ma dove si sente, al bar, a teatro, per strada? Poi però è giustamente perentorio quando, al 7’, corregge Civoli: «No, Del Piero non ha toccato con la mano». E il replay gli dà ragione. Dopo le prime, perdonabili, perplessità , Capello ci prende gusto, interviene a tempo, manda precisi telegrammi di tattica, poi inciampa di nuovo al 19’: «Questa è un’azione che l’ho vista molte volte». Al 22’ interviene ancora per riprendere, molto educatamente, ma senza tanti fronzoli, Civoli: «Il fuorigioco era stato segnalato». E al 27’ gela il partner che esulta per il gol di Toni: «Fuorigioco». Perbacco, che occhio. E che caratterino: tre minuti dopo Capello protesta per un cartellino «minimo giallo» mancato, dopo un fallaccio su Pirlo, che il più pavido Civoli non avrebbe mai sventolato. Al 38’ chiama «magiari» gli ungheresi: l’ultimo era stato Nicolò Carosio nel novembre del ’55. L’intervallo certifica la perfetta sintonia degli inviati Rai: «Il migliore è stato Buffon» butta lì Failla. «No, Pirlo» è la pronta rettifica di Tardelli. Si riparte. Con Capello profetico al 3’: «Con la loro velocità Di Natale e Inzaghi possono creare qualche problema ai nostri avversari». Pum, gol di Di Natale. 13’: «L’Ungheria si è quasi seduta dopo il gol di Di Natale» puntualizza Civoli e Capello: «Non è che si sia seduta, è una squadra abituata a giocare in contropiede». Beccati questa Civoli, con Capello ci sarà da soffrire.
Fabrizio Biasin per Libero --->Marco Civoli, telecronista Rai, prende la parola attorno alle 20.40. Il telespettatore s’interroga: a quando la prima perla del buon Mazzola, consueta "spalla" del Civolone? Delusione per i fan del buffetto: il commento tecnico è affidato a un certo Fabio Capello, quello dei sette scudetti (due revocati) e delle due Lighe spagnole vinte a bordo campo, quello antipatico che pare incazzato anche quando in cielo splende il sole. Che ci fa il ricciolone sugli spalti di Budapest? Semplice: Calderon gli ha tolto la panchina del Real da sotto il sedere e il friulano è tornato al suo primo amore. Cuffie in testa e alè a far le pulci a questo e quell’altro. Uno spettacolo, anche se certi commenti fan venire il latte alle ginocchia. Civoli: «Cassano è tornato in Italia». Capello: «Gli auguro tutto il bene del mondo. Alla Samp può tornare grande». E a Madrid, invece, il barese faceva la riserva delle riserve. Civoli: «Del Piero è in gran forma». Capello: «Ha esperienza, è bravo, è caparbio...». E con don Fabio in panca non giocava mai. Civoli: «Inzaghiii!». Capello: «È un fenomeno!». Quanta bontà ... E poi, le profezie. Capello all’8’: «Siamo un po’sbilanciati!», E a momenti prendiamo gol. Civoli al 27’: «Gol di Toni!». Capello: «Guarda che è fuorigioco». Gol annullato. Capello alla mezz’ora: «Stiamo attenti ai fallacci che si rischia di farsi male». E zac!, Aquilani si becca un pestone. Segno che il nostro, in campo o no, ha la vista aguzza («ma le panchine sono troppo lontane dal terreno di gioco! Come si fa...») e dimostra di essere un fuoriclasse a prescindere e nonostante qualche svarione. Esempio. Civoli: «Da queste parti, ha giocato un certo Beppe Signori». Capello: «Bravo Beppe! Ha chiuso la carriera qui e adesso... non so cosa faccia..». Segue risata. Niente da dire: mister Fabio è bravo anche travestito da commentatore, ma noi lo preferiamo a far gestacci in panchina. Magari quella della Nazionale...
Giovanni Tosco per Tuttosport ---> «Buooonasera». Si è presentato così, Fabio Capello, con il saluto tipico che molti si divertono a imitare per via di quella "o" lunga lunga. Si è presentato così al debutto nel ruolo di commentatore della Rai: debutto per modo di dire, perché tra la carriera di calciatore e quella di tecnico Capello ha vissuto una neppure breve vita da seconda voce, prima a Telemontecarlo e poi a Mediaset. Di più: l’anno scorso durante l’Olimpiade di Torino si tolse lo sfizio di dire la sua su una partita di hockey su ghiaccio, sport di cui è grande appassionato. Però ieri sera c’era parecchia curiosità per seguirne l’approdo alla tivù di stato, accanto a Civoli e al posto di Mazzola, salutato dal telecronista con un affetto particolare: ci si domandava se l’ex allenatore del Real Madrid sarebbe stato fedele alla linea della sincerità , al limite dell’asprezza, o se invece avrebbe seguito l’esempio di molti colleghi attenti a non esagerare nelle critiche (e quindi presenza spesso inutile...). Pur senza strafare, Capello ha scelto di essere diretto nell’implicita critica a Totti e Nesta («Bello che ci siano quattordici campioni del mondo in questo gruppo: significa che c’è ancora chi vuole soffrire per questa squadra») e nell’elogiare chi, evidentemente anche come lui, tenta l’avventura all’estero («Ci vuole coraggio, non è solo una questione di soldi: è un’esperienza che ti migliora, soprattutto come uomo»). Si è dedicato con attenzione all’analisi tattica della gara, ha lanciato avvertimenti talora autocompiacendosi («Siamo un po’ sbilanciati... E sì, l’avevo detto...». Al pari dell’Ungheria: «Avevamo previsto la sofferenza sulle palle inattive...»), ha proposto suggerimenti, è intervenuto in maniera costante, dispensando applausi e tirate d’orecchi («Uno come Cannavaro non può commettere un fallo da rigore così...»), ha rimproverato all’occorrenza l’arbitro spagnolo («Quaaalche dubbio»), ha riconosciuto agli avversari i loro meriti, ha provato a fare qualche battuta, s’è lasciato trovare impreparato su Signori («Grande carriera... adesso non so cosa faccia...». Da bordocampo Paris gli ha fatto sapere che sta studiando da allenatore). Incidente minimo, quest’ultimo, lungo un percorso afrontato con disinvoltura: e alla fine, tutto sommato, il Capello commentatore assomiglia al Capello allenatore.
Candido Cannavò per La Gazzetta dello Sport ---> Lui si sa: vince scudetti e subito scompare. E adesso, a fine agosto, di questo Fabio hispanico, vincitore, scaricato, lautamente liquidato e senza una squadra da allenare, si sentiva quasi la mancanza. È tipico degli uomini ai valore nel loro mestiere, mai banali che hanno il gusto di esasperare i loro lati negativi. Fabio Capello ci riesce: fa del cinismo una bandiera, dell’antipatia un’arma quotidiana, non reclama affetti tira dritto, ama farsi detestare per poi raccogliere consensi e pentimenti: a Madrid è successo due volte. Ma sì, è vero: non poteva restare a lungo fuori dalla scena, questo Fabio calcisticamente apolide, almeno per il momento. E ieri sera, purtroppo nella serata sbagliata, è ricomparso in quella veste che, all’inizio degli anni Ottanta, lo rivelò talentuoso anche nel mestiere che non sarebbe stato il suo: quello del telecronista tecnico che versa il buon sale della scienza sulla minestra del racconto calcistico. Per la verità a quei tempi di mestieri strani Capello ne fece anche un altro: il manager berlusconiano, con doppiopetto blu, cravatta regimental e valigetta d’ordinanza come il capo richiedeva. E fu proprio quel Fabio, tutto Fininvest che diede a Silvio l’ispirazione temeraria e geniale: quella di affidargli il Milan del dopo-Sacchi. E là nacque la leggenda del vincitore cinico che mette sempre i punti davanti ai sorrisi. Vinse in rossonero 4 scudetti in 5 anni, ma Berlusconi si stufò dei suoi tanti 1-0, pensò che Fabio fosse passato di moda e che San Siro avesse bisogno di un Milan più spettacolare. Non ci volle molto perché Silvio si pentisse. Il Capello che ricompare alla Rai per spargere tecnica sulle telecronache azzurre, e fare opinione alla Domenica Sportiva ha alle spalle esperienze colossali. Oddio, certe seconde voci tecniche sarebbe meglio lasciarle ai loro primitivi mestieri, ma con Fabio il microfono non è mai sprecato. Ha competenza, conosce uomini e fatti del calcio intemazionale e si astiene da ogni tipo di piaggeria e opportunismo: dice le cose come stanno, di qua e di là . Bravo Aquilani, siamo sopraffatti sul piano fisico, gran gol di Juhasz, Cannavaro non doveva fare quel fallo, non ci siamo più, ahimè la Francia è vicina. Insomma, brutta Italia e buon affare per la Rai anche perché ipotizzo che il contratto di Capello costi come un caffè nella Gran Via di Madrid. Il direttore Massimo De Luca strizza l’occhio e conferma. Questo Capello di manica larga sarebbe un inedito assoluto. Gli statistici di virtù e debolezze umane sostengono che il Capello di manica larga è un inedito. Certo, la scienza è anche un po’ noiosa, la voce di Fabio monocorde. E se la partita è fiacca, se gli azzurri crollano, Capello dovrebbe cantare per tenerci attenti e allegri. Non è il caso. A noi, Francia.
DE LUCA E LA NUOVA DS - Massimo De Luca, direttore di Raisport, si appresta a condurre per la prima volta la Domenica Sportiva, il tutto - spiega a ItalPress - con "uno stile Rai, pacato e non urlato, per parlare di calcio e non solo. Rivedremo e rivivremo tutti i momenti della giornata calcistica, partendo dal posticipo serale appena concluso, ma evitando comunque di incorrere nella critica che spesso viene mossa alla tv: occuparsi solo delle grandi squadre. Per questo cercheremo di raccontare il campionato in tutte le sue sfumature, nei suoi protagonisti, nelle sue squadre che ne formano la ricchezza. E di fare della Domenica Sportiva una trasmissione in cui - attraverso servizi curati e interviste - attualità e approfondimento vanno di pari passo, per permettere al pubblico di cogliere quanto è accaduto sui campi e quanto potrà accadere durante il campionato". La scelta, spiega, "è stata condivisa con l’azienda. E proprio l’accordo su questo dà senso al fatto che la conduca il direttore, a simboleggiare tutto il lavoro dei colleghi di Raisport". Per quanto riguarda le novità di quest’anno, De Luca spiega: "Prima di tutto uno studio - il TV2 di corso Sempione che è lo studio storico della Domenica Sportiva - completamente rinnovato, un ricorso alla tecnologia digitale, alle immagini e alla grafica per ’portare’ il calcio, le partite e i loro momenti salienti nelle case dei telespettatori, per renderli più protagonisti". "Per questo, con Paola Ferrari che conduce con me il programma, chiederemo anche ai nostri ospiti fissi, come Tardelli o Collovati, di farci vivere alcune partite attraverso i loro occhi, di raccontarcele dal loro punto di vista. E poi c’è Fabio Capello, il nostro ’acquisto’ piu’ prestigioso. È un tecnico che non le manda a dire, anche perché non è certo il personaggio che ha bisogno di farsi conoscere. Spero solo che non venga richiamato dal Real Madrid". Sulla stagione calcistica che si appresta a prendere il via, il direttore di Rai Sport si aspetta "un grande ritorno di interesse dopo l’ultima stagione segnata, già all’inizio, dalle vicende di Calciopoli, dalle polemiche sugli arbitri. E uno dei motivi di interesse per la prossima stagione sarà proprio quello degli arbitri, per verificare il nuovo corso inaugurato da Pierluigi Collina". Infine, sul tema della violenza degli stadi, dice: "È un’emergenza che - dopo i fatti di Catania, la morte dell’ispettore Raciti - non mi sembra passata. Ma voglio augurarmi che quella tragedia induca sempre a riflettere e porti ad un senso di responsabilità maggiore in tutti coloro che vivono il calcio. E in coloro che lo raccontano. Ed è quello che noi cercheremo di fare, nel rispetto di quel Codice di Autoregolamentazione sul commento degli avvenimenti sportivi di cui sono stato tra gli estensori. Un codice in cui, forse, non c’è nulla che un giornalista già non sappia. Ma bisogna cercare di garantirsi nei confronti di chi con troppa facilità sembra divertirsi ad eccitare gli animi".
SKY, LIPPI, TIFOSI VIP E LA B (?) - Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, ha mostrato la possibilità di impegnarsi con la Serie B. "Sky è disponibile a impegnarsi anche con le squadre di B, a condizione che questo sforzo coinvolga in modo uguale anche gli altri principali broadcaster italiani", questo quanto affermato da Mockridge, nel corso della presentazione dei palinsesti sportivi della stagione 2007-2008. Alla domanda se vi fossero contatti diretti fra Sky e altri soggeti televisivi, Mockridge ha risposto: "Attualmente l’unico interlocutore è la Lega. La disponibilità a collaborare c’è, con tutti gli altri broadcaster televisivi in quote uguali. Questo è quanto abbiamo detto alla Lega, è quanto la Lega sta riportando alle squadre e agli altri broadcaster". Marcello Lippi era presente alla presentazione della nuova stagione sportiva di Sky e ha spiegato il suo ruolo: "Io sono un allenatore di calcio e mi sento tale e voglio fare l’allenatore. La mia scelta professionale con Sky è stata determinata anche dal fatto che qui posso tenermi aggiornato. Posso seguire tutto il calcio europeo". Alla domanda su quale trasmissioni lo vedranno presente, Lippi ha risposto: "Farò solo la Champions League, perché piuttosto che dire banalità non le dico. Non voglio dire io avrei fatto così, ma voglio far capire alla gente perché un allenatore può aver preso una determinata decisione, piuttosto che un’altra". Gli è stato chiesto anche se si sente in competizione con Sacchi e Capello, il primo sulle reti Mediaset, il secondo in Rai: "Non mi sento in sfida, non voglio fare nessuna sfida con loro". In risposta a Mediaset Premium, anche sui canali Sky Calcio, durante le gare di Inter, Milan, Roma e Juventus, sarà possibile ascoltare (sul secondo audio) la telecronaca di un tifoso "vip": Mauro Suma per il Milan, Roberto Scarpini e Benoit Cauet per l’Inter, Alessandro Spartà e Ubaldo Righetti per la Roma e Antonio Paolino per la Juve.
CONTROCAMPO, CAMBIO DI VALLETTA - Sarà Laura Barriales e non Nina Senicar ad affiancare Alberto Brandi in Controcampo-Diritto di replica. La sostituta di Federica Fontana, top model castigliese, come riportato da tvblog.it, è balzata alla notorietà come una delle tre vallette di Carlo Conti, assieme a Natalia Bush e Pamela Camassa, nello show Rai del venerdì sera I Raccomandati, da dove ha preso slancio la sua promettente carriera televisiva. Dopo aver condotto Cd Live Estate con Daniele Interrante, è sbarcata anche sulle frequenze satellitare con Shake It, rubrica-spezzatino della tv in onda su Sky Show. In più, è entrata a far parte del cast di Buona la Prima, il primo sit-show sui generis di Mediaset, dove interpreta l’avvenente vicina di casa di Ale e Franz. E, giusto per gradire, ha fatto capolino nel day time estivo di Raidue partecipando senza un ruolo preciso a Matinèe e Soirèe (inizialmente presentava la rubrica dell’artista in vetrina, poi si è via via eclissata sullo sfondo fino a sparire del tutto dall’obiettivo).
LA A TORNA A VALERE - Secondo uno studio della Media Partners & Silva (la società che detiene i diritti della serie A per l’estero) quello italiano sarà il campionato di calcio più visto in assoluto per quanto riguarda la trasmissione in chiaro. "In Paesi come Brasile, Russia, India e Cina, dove Premier League e Liga sono solo ’in pay’ - dichiara Riccardo Silva - verrà trasmessa almeno una partita alla settimana del nostro torneo. In diretta e in chiaro. Raggiungendo un mercato che può contare su quasi tre miliardi di persone". Dalla prima giornata inoltre, gli utenti di molti Paesi dell’Asia e delle Americhe potranno garantirsi la visione in diretta delle gare di serie A attraverso il portale SerieA.tv (a pagamento).
NOVITÀ SU 3 - Sarà Gianfranco De Laurentiis a sostituire Lamberto Sposini alla conduzione delle trasmissioni sportive sui tivufonini della 3. De Laurentiis, già conduttore in Rai della Domenica Sportiva, di Domenica Sprint e di Dribbling, sarà affiancato da Giovanni Galli, ex portiere del Milan. Cambia anche la formula: meno chiacchiere e più immagini. Sposini resta consulente editoriale della compagnia telefonica. Il piatto forte del weekend di sport sulla TV Digitale Mobile di 3 Italia sarà costituito dalla Serie A, con le partite giocate in casa da Inter, Milan, Roma, Torino, Lazio, Juventus, Atalanta, Livorno, Genoa e Napoli.
DIRITTI ALTRE GARE - Mediaset si è garantita i Mondiali per club che si terranno in Giappone in dicembre (e il Milan vuole vincerli). La Rai invece il 31 trasmette da Montecarlo la Supercoppa europea, Milan-Siviglia. Coppa Italia: niente tv la prossima settimana, la Lega venderà i diritti dagli ottavi (a dicembre).
REALITY PER MUTU - L’attaccante della Fiorentina Adrian Mutu diventa protagonista di un reality-show. La vita privata del giocatore e della sua famiglia sarà infatti al centro di una trasmissione che andrà in onda anche in Italia. Una telecamera seguirà il campione rumeno e i suoi cari in tutti i suoi movimenti nella vita privata (ad eccezione, come da contratto, della camera da letto), anche prima delle partite. Il reality verrà trasmesso in Romania - dove si è scatenata una vera e propria battaglia per aggiudicarsi i diritti tv - Italia, Stati Uniti e America Latina.
Fabio Traversa
Ultimi Articoli
Milano Cortina 2026 — Dieci volti per la Bandiera Olimpica alla Cerimonia di Apertura
Carnevale di Venezia 2026 – Il Mito Olimpico Rivive Nella Laguna
Dolomiti – Inaugurato il Villaggio Olimpico di Cortina d’Ampezzo
Kirsty Coventry al Main Media Center di Milano ringrazia i volontari delle Olimpiadi Invernali
Olimpiadi 2026 – Kirsty Coventry incontra Fontana a Palazzo Lombardia
Triennale Milano apre White Out sugli sport invernali
Fiamma olimpica Milano-Cortina 2026, accende Sesto San Giovanni il 5 febbraio
Diocesi di Milano lancia ''For Each Other' per le Olimpiadi. Eventi in città dal 29 gennaio
Gli eventi della settimana alla Triennale Milano dal 27 gennaio al 1 febbraio