Milano, " Domani, venerdì 8 agosto, alle ore 12.00 presso la Sala Giunta di Palazzo Marino, l’assessore allo Sport e Tempo Libero Giovanni Terzi parteciperà alla conferenza stampa di presentazione de “Il Brera dei tifosi”, progetto calcistico che mira a coinvolgere attivamente i tifosi nelle scelte decisionali e organizzative del Brera FC.
Sarà presente Alessandro Aleotti, presidente Brera FC.
La storia del Brera
La storia del Brera F.C. inizia nell’estate del 2000 per volere del giovane giornalista e editore Alessandro Aleotti. Rilevati i diritti sportivi dell’Atletico Milan, il Brera partecipa al campionato di serie D. La novità di una terza squadra milanese insediata nel cuore della città nello storico quartiere degli artisti, la riapertura dell’Arena e l’affidamento della prima squadra nel novembre del 2000 a Walter Zenga, fanno in breve del Brera un "caso" mediatico e sportivo. Se la politica societaria di comunicazione si può considerare un vero successo, sul piano sportivo il bilancio della squadra è in chiaroscuro. Nella prima stagione sportiva, 2000/2001, al modesto campionato della prima squadra retrocessa in Eccellenza, fa da contraltare la splendida cavalcata della formazione Juniores Nazionale, arrivata ad un passo dalla finale per il titolo italiano dopo essersi proclamata campione lombarda di categoria.
In vista della stagione sportiva 2001/2002 il front-office neroverde decide di mutare radicalmente filosofia. Per affrontare l’Eccellenza viene allestita una compagine costituita da giovani che non hanno nel calcio la loro unica fonte di reddito. Insomma, dei dilettanti nel senso proprio della parola. I risultati si possono considerare positivi. Il Brera, praticando un calcio decisamente piacevole per la categoria, consegue un onorevole terzo posto. Fuori dal campo l’attenzione alle problematiche sociali spinge la società a collaborare con l’agenzia Cuorum al fine di garantire, nel momento più critico vissuto dai profughi afghani in Pakistan, la massima visibilità di Intersos: un'organizzazione senza fini di lucro per aiuti d'emergenza e di prima riabilitazione. Il marchio Intersos, comparso a fine novembre sulle maglie del Brera, viene affiancato a marzo a quello della "Città di Cosenza". La sponsorizzazione, finanziata da imprenditori e operatori commerciali cosentini, intende ribaltare simbolicamente il luogo comune dell’assistenzialismo che dal ricco nord si dirige verso un sud apatico ed improduttivo. Ma la vera novità della stagione è rappresentata dalla partecipazione ad un campionato federale di una formazione juniores interamente composta da ragazzi extracomunitari regolarmente residenti nel nostro paese. l’impegno di Aleotti per l’integrazione degli immigrati, cominciato nel 1999 con il progetto MilanoMondo, incontra il plauso di Giuliano Milesi, Presidente del Comitato Regionale Lombardo, che decide, in via eccezionale, di concedere una deroga al tesseramento dei ragazzi stranieri. l’entusiasmo dei ragazzi, appartenenti a 13 comunità etniche differenti, supera le inevitabili difficoltà di lingua, cultura e religione. Solo i gravi infortuni occorsi a tre degli elementi migliori della squadra impediscono alla compagine multietnica di battersi fino in fondo per il primato nel girone. Su questa attività sportiva il Brera F.C., in collaborazione con l’associazione culturale Comuna Baires, inserisce un progetto di narrazione letteraria e teatrale della squadra. Il nuovo corso del Brera coinvolge anche i più giovani. Con lo scopo dichiarato di favorire la formazione di buoni sportivi ed ottimi cittadini, la società neroverde lancia nel suo secondo anno di vita una squadra esordienti 1989-90 e una pulcini 1991-92.
Nella sua terza stagione, 2002/2003, lo slogan della squadra diviene "Più arte meno moda", per sostenere la campagna promossa dallo storico locale di Brera, "Le Trottoir". Le buone intenzioni culturali non trovano, invece, un effettivo riscontro sul campo. La squadra giunge undicesima nel suo secondo campionato di Eccellenza. Di veramente "artistico" i ragazzi del Brera offrono solo un provocatorio sexy calendario, promosso dalla società per stemperare gli eccessi comportamentali presenti anche tra i dilettanti. Le soddisfazioni maggiori arrivano ancora una volta dalla Juniores Regionale che impostasi nel proprio girone, conquistando 74 punti sui 90 disponibili, approda alle semifinali dopo aver superato Cernusco e Corsico nella seconda fase. Ad impedire ai ragazzi del mister Pelusi di battersi in finale per il titolo lombardo di categoria è la solida Union Cairate. Sempre attiva all’esterno del rettangolo di gioco, la società avviaMondoBrera: un progetto di forte radicamento sul territorio realizzato tramite un gemellaggio instaurato con undici società sportive milanesi. Il progetto che prevede da parte del sodalizio neroverde un sostegno organizzativo, tecnico e finanziario ai club affiliati, è finalizzato alla creazione di un settore giovanile attraverso il diritto di prelazione che al termine della stagione il Brera potrà esercitare sugli oltre 2000 giovani calciatori di queste società .
Nella sua quarta stagione sportiva, 2003/2004, il Brera sviluppa due importanti progetti. Il primo fa riferimento alla realizzazione di una Prima squadra interamente composta da giocatori italoargentini. Tale iniziativa, derivante dalla collaborazione con la società Eurobaires ed il prestigiosissimo club argentino River Plate, porta al Brera una squadra molto competitiva che, infatti, chiude al primo posto al girone di andata del campionato di Eccellenza. Contrasti organizzativi con il partner Eurobaires, tuttavia, producono la chiusura anticipata del progetto e quindi, privata dei migliori giocatori, la Prima squadra del Brera giunge al terzo posto, fallendo per un soffio il ritorno in serie D. Anche sul fronte della formazione Juniores, alla chiusura al primo posto nel girone di andata, fa seguito una privazione dei migliori elementi (per sostituire i giocatori argentini di prima squadra) che determina un piazzamento finale al quinto posto. Invece, totalmente positivo si dimostra il progetto “non solo calcistico” della stagione: FreeOpera Brera, una squadra, partecipante al campionato di Terza categoria, interamente composta dai detenuti del carcere di Opera e gestita dalBrera F.C. Oltre ad uno straordinario successo in termini di visibilità mediatica e di consenso all’iniziativa, il FreeOpera raggiunge lo storico risultato della promozione in Seconda categoria.
Nella stagione 2004/2005 il Brera “regala” al Carcere di Opera la gestione del FreeOpera e si concentra su un importante progetto audiovisivo: la realizzazione del film documentario “Fino all’ultimo pallone”. Si tratta di un racconto visivo della stagione sportiva della Prima squadra che, pur conclusasi con la retrocessione in Promozione, offre uno spaccato reale del calcio dilettantistico. Il documentario attualmente è in concorso ai principali festival del cinema sportivo. Detto della retrocessione della Prima squadra, va ricordato il campionato della formazione Juniores che raggiunge una meritata salvezza. Da segnalare, l’avvio di un rapporto con la Cina attraverso la partecipazione del Brera Juniores (insieme a Inter, Milan e nazionale under 19) alla prima edizione (svoltasi a Milano) della Marco Polo Cup che verrà replicata in Cina nei prossimi anni.
Nella stagine 2005/06, con un buon campionato regionale della Juniores, purtroppo, arriva anche la retrocessione della Prima Squadra del Brera che passa dalla Promozione in Prima Categoria. Nonostante l’anno negativo sul piano dei risultati, il clima complessivo è stato divertente, come rappresentato nell’omonimo film che trovate sul sito. Ma dopo 2 anni di retrocessioni è venuto il momento di cambiare marcia anche sul piano dei risultati sportivi.
La settima stagione sportiva del Brera, quella 2006/2007, si caratterizza invece per una storica vittoria dei playoff che riportano la Prima squadra in Promozione. Dopo una regular season chiusa al quinto posto, il Brera vince i due confronti diretti nei playoff a Bresso e Solaro, agguantando un magico salto di categoria. La soddisfazione è ancora maggiore, se consideriamo che la Prima squadra era integralmente composta da ragazzi milanesi e italoargentini di soli 18/20 anni. Anche questa avventura è stata fissata in un bel documentario, dal titolo "Promossi in Promozione". Quest'anno si caratterizza anche per l’avvio di un importante progetto di calcio sociale con la storica istituzione milanese de I Martinitt. Il Brera ha fatto nascere e gestito una squadra interamente composta da minori disagiati, ospitati nelle comunità -famiglia dei Martinitt. Questa squadra ha raggiunto, oltre ad un onorevole settimo posto nel campionato CSI, soprattutto l’importante obiettivo di integrare tra loro e con l’esterno i ragazzi partecipanti al progetto. Per questo progetto (e per gli altri progetti sociali che negli anni il Brera ha svolto tra gli immigrati e nel carcere di Opera), nel giguno 2007 il Brera è stato premiato alla Scala di Milano con il prestigioso riconoscimento speciale del premio "Milano produttiva" della Camera di Commercio. In questo anno positivo, anche la giovane formazione Juniores del Brera, ha svolto un buon campionato mancando per un punto i playoff. l’ottava stagione, quella 2007/2008, ha avuto un'importante novità : l’esordio nel calcio a 5 che ha centrato l’immediata promozione in serie C2. La stagione del calcio a 11 ha visto ancora presenti giocatori italoargentini che hanno dato vita ad un buon campionato che si è concluso al decimo posto, non male per essere una neopromossa. Da segnalare anche la rinuncia definitiva all’allestimento di una formazione Juniores di calcio a 11, per rivolgere gli sforzi sulla Prima squadra di calcio a 11 e a 5, e sulla nostra scuola calcio non competitiva che ha continuato la sua impetuosa crescita di bambini partecipanti. Da segnalare, la continuazione della gestione della squadra dei Martinitt e, soprattutto, la ristrutturazione dell’antico campo dei Martinitt di via Pitteri che è divenuto la sede ufficiale degli allenamenti del Brera. Infine, anche una bella iniziativa extracalcistica: la partecipazione del Brera al film sul calcio "il tredicesimo uomo" con Gianfelice Facchetti, che racconta una storia calcistica ambientata nel Brera calcio (nella finzione cinematografica militante in serie C, speriamo porti fortuna...) dove il protagonista Facchetti è il portiere della squadra.
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