Tre alpinisti, tra cui un poliziotto della questura di Trento, hanno raggiunto la vetta della Torre Centrale del Paine nella Patagonia cilena, una delle più lunghe pareti al mondo.
I protagonisti dell’avventura sono: Rolando Larcher di 42 anni (collaboratore tecnico capo della Polizia di Stato), Fabio Leoni di 43 anni e Elio Orlandi maestro di alpinismo di 50 anni.
I tre amici si erano già cimentati lo scorso anno in un’impresa simile sempre in Patagonia sul vicino Cerro Cota 2.000. Da lì notarono che poco distante c’era qualcosa di interessante da tentare: scalare quella parete lunga più di 1.200 metri.
Così l’anno successivo i trentini ci hanno provato e sono riusciti a tracciare una via alla quale hanno dato un nome che li ricorda “El gordo, el flaco y l’abuelito” cioè “il grosso (Rolando), il magro (Fabio), il nonnino (Elio)”.
Tutto è cominciato il 29 gennaio quando i tre sono partiti dal campo base dove hanno iniziato la salita e non sono più scesi fino alla mezzanotte dell’ 8 febbraio.
Sono stati necessari 3 giorni di preparazione del campo base con un continuo sali e scendi per portare il materiale alla tenda, ancorata con un chiodo alla parete. Dopo è iniziata la scalata vera e propria alla cima che ha richiesto 11 giorni di permanenza ininterrotta sulla parete.
La scalata raccontata da Rolando.
Le condizioni del tempo non sono state delle migliori e la scalata è avvenuta sempre con vento e freddo. Il loro rifugio era una tendina aggrappata alla parete: una sorta di casa ambulante dove mangiavano e riposavano.
In quel piccolo spazio di 1 metro per 1,90 a due piani racconta Rolando “c’era tutto l’indispensabile”: viveri di conforto liofilizzati, fornelletto a gas, latte condensato, muesli e bevande energetiche per fare colazione, grana e speck rigorosamente portati da casa. “L’unica cosa che mancava era l’acqua. Avevamo evitato di portare scorta di acqua perché pensavamo di trovare neve e ghiaccio durante il tragitto”. Invece la forte pendenza della parete non ha consentito il formarsi di strati di ghiaccio. Solo negli ultimi giorni i tre hanno trovato una spianata di neve che gli ha permesso di fare un bel rifornimento.
Il 7 febbraio i tre alpinisti sono partiti alle 5 del mattino. Mancavano circa 400 metri alla vetta, ma la volevano raggiungere a tutti i costi in quella giornata. La perseveranza li ha premiati: dopo una faticosissima salita di 300 metri di corde fisse lungo la parete sempre a strapiombo Rolando, Fabio e Elio coronavano il loro sogno.
La gioia immensa, vera, “un commosso ed intenso abbraccio con i migliori compagni, generosi e sinceri. Le urla di gioia, la bramosità di guardare l’orizzonte, le foto di rito”.
Momenti memorabili che Rolando ha voluto dedicare anche alla “sua” Polizia di Stato portando in vetta il glorioso gagliardetto del gruppo sportivo della Polizia.
Quello che resta ora è una impresa indimenticabile nel silenzio e nel cuore di granito della Patagonia e la condivisione di un sogno per tre amici inseparabili.
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