La Storia del KiteSurf
In proseguimento all’ articolo precedentemente pubblicato su questo sport oggi trattiamo la “Storia del KiteSurf”.
Per capire le origini di questo sport bisogna fare un salto indietro di circa cento anni quando l’aquilone (kite), elemento chiave di questo sport, era già utilizzato in vari settori.
Tra il 1820 e il 1830, ad esempio, George Pocock, un insegnante inglese con la passione per le invenzioni, usò un aquilone a 4 cavi di sua progettazione per farsi trainare a bordo di una carrozza nelle campagne di Bristol.
Nel 1901 l’inglese Samuel Cody, attraversò lo stretto della Manica a bordo di un oggetto a metà strada tra una mongolfiera e un aquilone, inoltre lo usava per scopi bellici, mandando in volo un osservatore proprio con un aquilone; veniva poi usato anche come traino per imbarcazioni in avaria, ecc.
Successivamente una serie di ricerche aerospaziali condotte da Francis Rogallo e Domino Jalbert hanno contribuito all’evoluzione di questo mezzo di trasporto portandolo al concetto moderno di aquilone (deltaplano e parapendio) e dando vita al PowerKiting, aquilonismo da trazione su terra.
Tra i primi assertori del forte legame tra aquilone e sport si possono citare anche i fratelli Mesner, Reinold e Guber, che possono vantare grandiose e faticose imprese su neve e ghiaccio attraversando enormi distanze con l’ausilio di aquiloni da traino in Groenlandia e in Polo Nord.
Ma i Francesi dicono che è tutto merito loro e che il flysurf, o kitesurf che dir si voglia, è obbligatoriamente "made in France", oggi il "Virus" di questo nuovo modo di surfare ha contaminato numerosi windsurfisti, persino quelli più insospettabili. A Maui, terra di surfisti d’eccezione, il virus ha attecchito violentemente contaminando il fior fiore dei surfisti locali... Sierra Emory, Sean Ordonez, Don Montague... fino ad arrivare a al Re del Windsurf Robby Naish, rimasto folgorato dal kitesurfing. Ma come è iniziata questa nuova avventura? l’idea di unire indissolubilmente il fascino del windsurf a quello del volo libero a Emmanuel Bertin venne nel 1995, insieme ad un'altra leggenda vivente del surf hawaiano, Laird "Waterman" Hamilton. Le prime prove furono fatte con sei Power Kite originali portati dalla Francia. Dopo due mesi di pratica a terra, gli attrezzi furono provati su due moto d'acqua, una barca e una delle tavole a vela di Laird. l’esperimento servì a stabilire che gli aquiloni normali non funzionano in oceano: si imbevono d'acqua, affondano, richiedono almeno un paio di persone per essere armati...e così Manu e soci furono costretti a ritornare alle prove a terra. Tuttavia il principio era valido. In Francia, Manu incontra due fratelli, Bruno e Dominique Legaignoux, che hanno brevettato un'ala marina battezzandola con un acronimo:Wipika, che sta per “Wind Powered Inflatable Kite Aircraft”. Con la benedizione dei Legaignoux e un prototipo del loro Wipika in valigia, Bertin prosegue per l’Italia dove Roberto Ricci sviluppa per lui un prototipo di tavola a vela appropriato al propulsore inconsueto, nasce così l’ibrido Kite Surfer, un incrocio tra una tavola da windsurf, una da onda e uno snowboard. Tornato a Maui, Manu Bertin trascorre ore e ore provando e migliorando il suo equipaggiamento, consentono al kitesurf di affrontare qualsiasi condizione di vento e di mare, dalla calma piatta alle raffiche da 30 nodi.
Dal 1999, data della commercializzazione, ad oggi l’incremento di questa disciplina sportiva è stato impressionante mutando da curiosità a notizia con un conseguente interessamento di media e network, creando in tutto il mondo centinaia di appassionati ed atleti.
Per ulteriori approfondimenti :
www.kite-tecnica.it
e-mail:. info@kite-tecnica.it
Articolo scritto da Franco Russo - Catania
Istruttore certificato IKO di Kitesurf
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