BARCELLONA - “I giocatori sono liberi di dire quello che vogliono, non è un problema per me, ma commentare certe affermazioni è difficile, anche perché solo loro sanno che cosa vogliono dire. Mentre io sono qui solo per giocare“, esordisce così Josè Mourinho, nella conferenza stampa della vigilia di Barcellona-Inter, rispondendo alla prima domanda che gli viene posta, sul clima creato intorno a questa partita dai giocatori del Barcellona con le loro dichiarazioni.
Nella gara valida di domani, valida per il ritorno di semifinale di Uefa Champions League, che si giocherà domani al Camp Nou (calcio d’inizio ore 20.45), Mourinho annuncia che Sneijder sarà a disposizione: “Sneijder sta bene e giocherà . E lo rischierò, perché dobbiamo rischiare, anche se dopo arrivano delle gare molto importanti per noi in campionato. Il resto della formazione? Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti, Cambiasso, Sneijder appunto, Eto’o e Milito“.
“Partiamo dal 3-1, ma ci ricordiamo che il risultato può cambiare in fretta. Quella di domani - prosegue Mourinho - è una semifinale, non una finale, come ho già detto nella vigilia d’andata. È una semifinale ma è diversa dall’andata, il ritorno è sempre più importante, perché poi non si gioca più, mentre dopo l’andata si gioca. Messi? È un giocatore che può segnare sempre. Marcature speciali per lui? Non abbiamo fatto e non faremo una marcatura individuale per lui, il nostro è un gioco di squadra, in attacco e in difesa, non ci preoccupiamo di un singolo giocatore“.
Inevitabile per Mourinho rispondere a ulteriori domande sul clamore intorno alla partita e sulle polemiche riguardanti l’arbitraggio: “Quello che ho detto oggi ai miei giocatori è che voglio aiutare l’arbitro, che voglio essere preoccupato solo di giocare a calcio. Se i giocatori del Barcellona faranno lo stesso, sarà facile per l’arbitro. A me non preoccupa l’arbitraggio, a me preoccupano i giocatori che vogliono complicare la vita dell’arbitro. Noi siamo qui per giocare, non per pensare all’arbitro. Io penso che un arbitro sia bravo quando i giocatori sono bravi. Dipende quindi dai giocatori, se non si buttano per terra, se non reclamano cartellini, se si comportano bene. A Piquè non rispondo perché ho troppo rispetto per suo nonno, un uomo splendido“, aggiunge l’allenatore nerazzurro, a cui viene poi chiesto se sia vera la voce di un ristorante in Portogallo in comproprietà tra lui e Benquerenca, arbitro dell’andata della semifinale, come scritto da alcuni giornali spagnoli: “Io non ho nessun ristorante con nessuno, non mi dedico al business, forse un ristorante ce l’ha Pep a Oslo...“.
“Abbiamo il sogno di giocare la finale di Champions, mentre per il Barcellona è un’ossessione. Per loro andare a Madrid a giocare una finale è un’ossessione. E c’è differenza tra sogno ed ossessione, il sogno è più puro. Per loro è anti-madridismo, una cosa che non riesco davvero a capire“.
L’allenatore nerazzurro prosegue poi nel parlare del suo avversario di domani: “Il Barcellona è una squadra top, con un allenatore top, con giocatori top, che ha una filosofia di gioco da tanti anni, ma si sa adattare alle situazioni. Li abbiamo visti giocare in tanti modi diversi, ma noi siamo pronti e la felicità nostra è che noi pensiamo soltanto a noi, e meno a chi abbiamo di fronte. Noi pensiamo a noi stessi, per questo non è un dramma per noi sapere chi gioca di loro“.
Inevitabile, nel rispondere alle domande dei cronisti, è quindi stato rievocare la gara di novembre, nel girone, in cui l’Inter è uscita sconfitta per 2-0: “Ricordo perfettamente la gara di novembre, quella di Barcellona, e ricordo anche la mia conferenza stampa dopo la gara, la più facile, perché ho semplicemente detto che noi non avevamo giocato, loro sì, che loro erano stati superiori e noi non eravamo riusciti a contrastarli. Una partita facile da commentare. Domani, ovviamente, con la crescita che la squadra ha avuto spero di commentare una partita diversa, come diversa è stata anche la gara dell’andata. Ci aspetta una bolgia? L’Inter risponderà giocando. Saranno 98mila fuori, ma 11 contro 11 in campo, più 4 arbitri, che speriamo risponderanno all’onore della partita. L’Inter sta bene, ovviamente ci sono squadre con cuore e sangue più fresco di noi che abbiamo giocato 60-70 gare, ma credo che per noi, per il Barcellona, per il Bayern e per il Lione sia un piacere essere qui ed essere stanchi per il fatto di essere qui. Ibrahimovic ottimista? Se fosse pessimista il suo allenatore non lo farebbe giocare, se un mio giocatore è pessimista non gioca“.
Si passa quindi a una domanda su Mario Balotelli, nella lista dei convocati di Mourinho: “Balotelli è qui per colpa di Stankovic, che pur essendo squalificato voleva venire, e allora ho detto che sarebbe venuto lui e sarebbero venuti quindi anche tutti gli altri“.
Infine chiusura sulla sfida nella sfida, quella tra Diego Milito e il fratello Gabriel: “Non è la prima volta che i fratelli Milito giocano uno contro l’altro, è già successo in Argentina e anche qui in Spagna, e credo che sia più difficile per i genitori e per la famiglia che per loro in campo“.
nella foto: APPIANO GENTILE - E in campo Wesley sorride come sempre
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