Brutium e la dieta mediterranea - a confronto la gastronomia di due regioni

Lazio e Calabria si sfidano a scopo benefico per una raccolta di fondi a favore dei padri minimi si San Francesco di Paola

Più che una sfida, una bella gara sotto l’egida dell’Unesco che riconoscendo la dieta mediterranea come patrimonio mondiale immateriale dell’umanità ha affratellato, se mai ve ne fosse bisogno, due regioni tra loro apparentemente antitetiche ma invece così vicine e così simili per le comuni origini storiche.

Il valore assunto dal modello alimentare mediterraneo è posto in grande evidenza sotto tutti gli aspetti: da quello puramente scientifico a quello più materialmente gastronomico e l’Associazione “ Brutium “ di Gemma Gesualdi ha voluto utilizzare proprio questo attraente filone per, socialmente parlando, unire l’utile al dilettevole.

Infatti, la sera del 12 novembre a Roma, nello scenario seicentesco di uno dei palazzi romani tra i più belli, Palazzo Rospigliosi, di fronte al Quirinale, si è riunita una giuria di una ventina di personaggi che vanno da protagonisti della politica, della cultura, della gastronomia e del sociale per stabilire quale fosse il “ vincitore“ del match servito a tavola dalla formazione laziale composta dagli chef Flavio De Maio ( ristorante Flavio al velavevodetto di Roma ), Roberto e Loretta ( dell’omonimo ristorante romano ), che ha affrontato a colpi di piatti prelibati e di posate infuocate quella calabrese composta dagli chef Alfonso Massara ( ristorante Le Rose ) e Ivano Daffinà ( ristorante Filippo’s ) entrambi di Vibo Valentia.

La sfida è stata dura, anzi durissima: parmigiana di zucca calabrese contro coratella di abbacchio romana, fileja con stoccafisso al broccolo verde contro rigatoni alla vaccinara, involtino di pesce spada contro polpette di bollito e, infine, ravioli fritti con glassa al limone e gelato al cioccolato contro tiramisù al bicchiere.

Non vi diremo il vincitore: chi non ha partecipato alla tenzone gastronomica “ deve “ ormai provare per credere quanto squisite, raffinate e veramente appetitose fossero le composizioni gastronomiche tutte “ Mediterraneo d.o.c. “.

La famiglia Gesualdi al gran completo, da mamma Maria Luisa Scarselli Gesualdi ai suoi quattro figli, ha presenziato, festeggiatissima ed apprezzata per l’iniziativa, all’intera serata che l’Associazione che rappresenta i circa seimila calabresi di Roma ha appoggiato ed organizzato, a fini anche sociali, devolvendo il ricavato della serata a favore dei titolari della Chiesa romana di San Francesco di Paola di Via Cavour, i padri Minimi, il cui Padre Generale, padre Marinelli, ha fatto parte della giuria di assaggiatori di squisitezze, per il restauro della medesima.

La società di comunicazione Publigoble ha messo gratuitamente a disposizione l’intera sua struttura organizzativa e le proprie collaudate competenze, contribuendo in tal modo al successo di una serata che ha voluto, a Roma, far idealmente riabbracciare tra loro tutti i calabresi lontani dalla loro terra mentre a latere della manifestazione gastronomica il Maestro Fulvio Luongo ha esposto alcune sue opere e la gestione romana del Centro Benessere “ Pleasure “ ha offerto - in palio attraverso una attesissima riffa - un abbonamento per un anno .

Tra i personaggi presenti abbiamo notato, con molto piacere, l’On. Alfredo Antoniozzi e suo padre, il Grande Dario, politici di razza, l’On. Davide Bordoni, il Dott. Luigi Cremona, Marta Flavi, Saverio Vallone e tanti altri, Assunta Almirante compresa, che con la loro presenza hanno voluto sottolineare non soltanto quanto grande sia la solidarietà e l’impegno civico della colonia calabrese a Roma ma anche quanto viva sia ancora la fiamma delle antiche civiltà della Magna Grecia che ancora arde forte nel cuore del Lazio, di antica civiltà sub greca, e nel cuore dell’Italia tutta.
La serata ha anche sottolineato quanto importante sia il sistema di alleanze che accomuna i laziali ed i calabresi che, sebbene separatamente tendano a raggiungere obbiettivi tipici delle proprie culture, egualmente ed insieme tendono a raggiungere e valorizzare le vocazioni proprie delle due regioni allo scopo ultimo di contribuire alla formazione di una tipicità veramente tutta italiana.

Scopo, questo, ampiamente raggiunto attraverso la valorizzazione di una delle più semplici e spontanee tipicità regionali: la dieta mediterranea che domani a Nairobi, in Kenia, vedrà il suo trionfo dopo che l’apposito Comitato dell’Unesco l’avrà proclamata “ Patrimonio Immateriale dell’Umanità “.

Nella foto: l’On. Dario Antoniozzi e Gemma Gesualdi, Presidente di “ Brutium “.