LA STORIA NON LA PUOI CAMBIARE, LA PUOI SCRIVERE MALE SE SEI IL VINCENTE MA LA REALTÀ, PRIMA O POI, DISPERDE IL RAGGIRO!

LA STORIA NON LA PUOI CAMBIARE, LA PUOI SCRIVERE MALE SE SEI IL VINCENTE MA LA REALTÀ, PRIMA O POI, DISPERDE IL RAGGIRO!

UN PENSIERO SULLE OLIMPIADI “ALLA FRANCESE” CON ESTRATTI DI STORIA E FATTI CONCRETI.

🎙 Per raccontare una storia, che ci piaccia o meno, dobbiamo iniziare sempre dall’inizio.

I Giochi Olimpici dell'era moderna sono un evento sportivo quadriennale che immagina la concorrenza tra i migliori atleti del mondo in quasi tutte le discipline sportive praticate nei cinque continenti popolati.

Il nome Giochi Olimpici è stato scelto per ricordare i Giochi Olimpici remoti che si svolgevano nell'Antica Grecia in onore degli Dei presso la città di Olimpia, nei quali si sfidavano i migliori atleti greci.

E Il barone Pierre de Coubertin alla fine del XIX secolo ebbe l'idea di organizzare dei giochi simili a quelli dell'antica Grecia, e quindi preclusi al sesso femminile, ma su questo punto non venne (n.d.a. giustamente) ascoltato.

Le prime Olimpiadi dell'era moderna si aprirono ad Atene nel 1896.

A partire dal 1924, vennero impiantati anche dei Giochi Olimpici peculiari per gli sport invernali.

In più, esistono anche le Paralimpiadi, competizioni fra persone disabili, o meglio, con altre abilità, o meglio diversamente abili, con l’avvento dello scivoloso politically correct non si sa più come chiamare le cose, di sicuro non con il loro nome, no, non si può, quindi si arriverà presto a dire “quelli”, “quello”, “loro” in linea con la completa retrocessione e degradazione culturale.

Dal 1994 l'edizione invernale non si tiene più nello stesso anno di quella estiva, bensì, sfalsata di due anni.

Per tornare all’esclusione delle donne, nella missione promotrice del CIO, infatti, al punto 7 si legge a chiare note che: "Incoraggiare e supportare la promozione dello sport femminile a tutti i livelli e in tutte le strutture nell'ottica del principio di uguaglianza."

Femminile, forma del dizionario ancora in uso: “da donna”.

Anche per questo motivo il nuotatore transgender statunitense Lia Thomas non ha avuto accesso alle Olimpiadi di Parigi, così è stato deciso dal Tribunale Arbitrale dello Sport in barba alle forti pressioni mediatiche degli Stati Uniti, indefessi sulle forti campagne "sul tema", capeggiate da vari politici del Partito Repubblicano degli ultimi anni, presidente in carica compreso!

La transessualità nello sport è un argomento molto complesso e molto dibattuto, specialmente quando si parla di stabilire in quale precisa categoria dovrebbero competere gli atleti transgender oppure, con identità non binarie, che sono al di fuori del cosiddetto binarismo di genere, ovvero non strettamente e completamente maschili o femminili.

Il veto della Federazione mondiale di atletica per la partecipazione a gare femminili a chi è nato maschio è giustificato dal fatto che (testuali): "La biologia ha la meglio sul genere."

Ma questo è un altro argomento, di sicuro troppo complesso da sviluppare in poche righe.

Tuttavia, se è vero che lo sport ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo e rompere qualsiasi tipo di barriera sociale, credo, colore ed età, se è vero che lo sport è per tutti ed è un modo per uscire dall'isolamento e socializzare in comunità e cooperazione, se è un modo reale per entrare in contatto con il proprio sé e prenderne coscienza è anche vero c'è chi fa del tutto per strumentalizzarlo e renderlo paradossalmente "esclusivo", ovvero, riservato ad un numero ristretto e qualificato di persone …

Effettivamente c'è qualcosa che non va, i conti non tornano proprio, o meglio, c'è chi se li vuol far tornare come Monsignor Colombo da Priverno nel film cult "In nome del Papa Re", quando quest'ultimo rispondendo ad un giovane rivoluzionario insistente sul fatto che: "Se rovesceranno le carte sul tavolino della storia", il Monsignore con aria sorniona replicò sorridente: "Eh beh, interessante. Però non hai calcolato una cosa: er mazzo lo famo noi, c’avemo tutti l’assi, e quando non ce li avemo, baramo pure. Hai perso!"

La Carta Olimpica è una “carta forte” di quel mazzo, è un documento ufficiale, approvato dal Comitato Olimpico Internazionale, che contiene un insieme di regole e linee guida per l'organizzazione dei Giochi olimpici e il governo del movimento olimpico, codificandone i principi fondamentali.

Redatta in inglese e francese (le lingue ufficiali del CIO), fu pubblicata per la prima volta nel 1908 con il titolo Annuaire du Comité International Olympique ("Annuario del Comitato Olimpico Internazionale"), ispirandosi ad alcune regole scritte da Pierre de Coubertin nel 1899.

Rimanga bene impresso a tutti che Pierre de Frédy, barone De Coubertin ambiva a migliorare l'uomo e l'ambiente sociale in cui viveva attraverso lo sport, che vide sempre e solo in questa ottica.

L'ultimo suo appello, infatti, porta la data del 1936, alla vigilia dei Giochi Olimpici di Berlino e a meno di un anno dalla sua morte.

Oggi a quell’appello sono molti gli assenti!

Nel corso degli anni ha preso varie denominazioni, giungendo a quella contemporanea di "Carta Olimpica", nel 1978.

Anche le regole nel tempo hanno subito diverse modifiche, l'ultima revisione della carta infatti, risale al 9 settembre 2013.

Una "REGOLA" è il modo ordinato e costante in cui una serie di cose si svolge, è la norma ricavata dall'esperienza -o fissata per convenzione- che serve di fondamento e di guida nello studio, nella condotta di vita, nell'esercizio di un'attività.

Non ci piove, senza regole non c'è il bello del gioco, non c'è civiltà, non c'è società e, soprattutto, non c'è libertà.

Questa descrizione ufficiale della Carta Olimpica ci insegna anche che le regole possono essere cambiate, in epoca moderna servono regole moderne ma, a quanto pare, non sempre tutto si compie in modo democratico essendo il Comitato Olimpico una organizzazione "NON" governativa, in sintesi, una ONG libera di agire contro ogni forma di discriminazione che riguardi il movimento Olimpico stesso.

Perciò, cos'è una Organizzazione Non Governativa?

Organizzazione Non Governativa (ONG) Organismo (o ente) non nato per volontà dello Stato, in cui la ragione dell'azione è di tipo ideale, quale una missione o una vocazione. All'interno di tali organizzazioni, le ONG occupano un posto di particolare rilevanza nella società civile, oggi le conosciamo meglio per l'assistenza in mare agli sventurati migranti ....

Ordunque, la Carta Olimpica è composta da 6 capitoli e 61 articoli.

Il capitolo 1 definisce il "movimento olimpico", quindi la missione e il ruolo del CIO, la "NON" discriminazione, l'uguaglianza di genere e lo sviluppo sostenibile. Le sue tre componenti principali sono il CIO, le federazioni internazionali, i comitati olimpici nazionali e i comitati organizzativi per i Giochi Olimpici.

La missione del CIO è quindi promuovere l'olimpismo nel mondo e guidare il Movimento Olimpico.

Il ruolo del CIO è descritto in 16 punti dei quali vi esorto a leggere bene i punti 6, 9, 10 e 12.

Punto 6 - Agire contro ogni forma di discriminazione che riguardi il movimento Olimpico.

Punto 9 - Incoraggiare e sviluppare provvedimenti che difendano la salute dell'atleta.

Punto 10 - Opporsi a qualunque abuso politico e commerciale degli atleti e dello sport.

Punto 12 - Incoraggiare e supportare lo sviluppo dello sport per tutti.

Le famose contraddizioni latenti in termini chiari: "Agire contro ogni forma di discriminazione che riguardi il movimento Olimpico" e poi "Opporsi a qualunque abuso politico e commerciale degli atleti e dello sport".

L'ossimoro nascosto!

Comunque, attenzione alla disinformazione, alle fake news e alla voce di popolo perché spesso il popolo sui social oggigiorno non dice la verità, anzi, mente perché cerca solo più condivisioni vomitando false informazioni che, purtroppo, raccattano tanti "like"!

Ciò premesso, fin dalla vigilia dei Giochi di Parigi lo scontro con l'ex Unione Sovietica è pieno.

In più, a dare energia alla “dezinformatsiya” insistono hacker ben pagati da ogni parte di ogni barricata e lo sport preferito da tutti è la "counterinformation", un'aria questa (un brano quasi sempre per voce solista), oggi cantata in coro!

D'altronde il mondo al centro dell’universo da sferico a piatto ora è sottosopra, ed era inevitabile, senza regole, tutto si sfascia.

Ma ciò che oggi innervosisce l'intelletto è che lo sport (ormai da molto tempo) per alcuni Paesi è solo il terreno di battaglia "formale" per affermare il proprio credito sui teatri internazionali, avanspettacolo dei giochi di potere che mortifica ogni carta finora scritta e giocata.

Neutralità olimpica?

Il CIO, nonostante abbia bandito qualsiasi partecipazione degli Atleti Russi (e Bielorussi) dalle manifestazioni sportive internazionali, ha comunque acconsentito loro di partecipare "a titolo individuale" alle olimpiadi di Parigi.

Nondimeno, gli Atleti "senza Patria", Atleti "neutrali" autorizzati (AIN), se vorranno sfileranno sotto la bandiera del CIO e non potranno indossare le maglie della loro Nazionale, inoltre, in caso di Medaglia, sul podio non potrà essere suonato il loro Inno nazionale.

Ma questo sembra, questo è ...?

Su, diciamocelo, allora non è proprio morto morto il 25 luglio del 1943 come si vocifera ...

Di contro però, per "ricatto" che si somma al “ricatto” (giocato non per una sorta di giustizia giusta ma per ripicca), i Comitati Olimpici della Germania (e Polonia) hanno recentemente dichiarato che si deve assolutamente "evitare" che la Russia e la Bielorussia utilizzino la partecipazione dei loro Atleti anche in forma singola, ai Giochi olimpici francesi per non "favorire la propaganda di guerra" e qualora dovesse accadere, l’Ucraina ha reso noto che non esiterà a ritirarsi dalle Olimpiadi di Parigi!

Il ricatto come forma di democrazia nello sport, però, tutto accade nel massimo rispetto delle regole e, soprattutto, della visione di un certo Pierre de Frédy, barone De Coubertin!

Tutto questo è comunque ratificato da Mr. James Macleod, Direttore del NOC, Relations and Olympic Solidarity, si da lui, il Direttore della "Solidarietà" Olimpica.

Come dite? Cos'è la solidarietà?

La solidarietà è un sentimento di fratellanza, di aiuto materiale e morale tra le persone di un gruppo, di una collettività; scusate, “dovrebbe”, ormai il mondo vive sul condizionale ...

Passiamo quindi veloci allo scenario: Israele/Palestina.

Sono 8 gli Atleti palestinesi che gareggiano alle Olimpiadi Parigine, sette di loro partecipano sull'invito da parte del CIO perché solo un Atleta, Omar Ismail, ha ottenuto la qualificazione nel Taekwondo maschile.

Israele, invece, partecipa con 88 atleti tra i quali diversi calciatori.

Sono molte le discipline in cui si cimenteranno gli Atleti israeliani, oltre al calcio ci sono il judo, tiro con l’arco, tiro con la carabina, badminton e scherma e va detto che la delegazione israeliana è composta da atleti ebrei e arabi provenienti da tutto Israele.

Auspichiamo che non si assista ad un remake delle Olimpiadi estive del 1972!

Se pensate che io sia pungente, fastidioso, irritante addirittura, non immaginate quanto sarà fastidioso sopportare le ripicche fra superpotenze nei prossimi mesi, perché il rancore è difficile da spegnere, molto più della vendetta.

Concludo con un mio pensiero.

🎙 OLIMPIADI DI BERLINO, 1936.

La Germania nazista fin dal 1933, utilizzò i Giochi Olimpici del 1936 come dispositivo di propaganda mondiale.

I Nazisti sostennero l'immagine di una Germania nuova, unita e forte, camuffando contemporaneamente la politica antisemita e razzista del regime, così come il suo migliorato bellicismo.

Però, ai Giochi Olimpici di Berlino del 1936 è legato un discusso episodio che vide protagonisti l'atleta nordamericano di colore Jesse Owens e adolf hitler "insieme" perché nel pomeriggio di quel 4 agosto, nello Stadio Olimpico era presente anche il führer, si dice sia letteralmente impazzito quel giorno.

Perchè Jesse con le sue gambe spazzò via in un solo pomeriggio tutte le strambe e folli "teorie sulla supremazia della razza bianca" sorrette a gran voce dalla Germania nazista vincendo “solo” quattro Medaglie d'Oro!

Al suo ritorno negli Stati Uniti, però, Owens continuò a essere discriminato in quanto afroamericano, come ‘è che si dice nel Vangelo, di Luca?

Ah sì: "Nemo profeta in patria!"

Ma questo mondo, il mondo di “nemo” è ancora vivo, è il mondo dell'ipocrisia, è il mondo di chi sa ma fa finta di non sapere.

Chi non denuncia, è complice!

Se è vero che è inclusione e che deve andare “oltre” l’umana apparenza, lo Sport in francia, invece, inizia con l'ESCLUSIONE degli Atleti Russi e Bielorussi però apre le danze (si, è caso di dire danze perché l’apertura è apparsa essere l’inizio di un malinconico rave) con un teatro che è stato disapprovato da tutto il Mondo d'ogni classe e condizione.

I social sono letteralmente invasi dalle critiche negative, l’ultima cena queer I ha trascinato i Vescovi francesi a scagliarsi contro la “derisione del cristianesimo” a causa dell’ideale di fraternità infangato dalla blasfemia e “scomunicano” l’apertura delle Olimpiadi.

Non di meno le altre fedi religiose hanno espresso la loro “solidarietà'' all’episcopato francese.

In un post su X, l'Arcivescovo di San Francisco, Monsignor Salvatore Cordileone accusa senza freni: "Il fondamentalismo laico si è ormai infiltrato nelle Olimpiadi, fino al punto di bestemmiare la religione di oltre un miliardo di persone. Farebbero lo stesso con qualsiasi altra religione?”

Sembra che l’apertura delle Olimpiadi di un paese che, a breve subirà un forte crisi di governo, abbia già lasciato un profondo segno di involuzione e di una decadenza esagerata.

A quanto pare ormai in francia vengono meno i principi intellettuali e morali validi a determinati fini, in accordo con le esigenze dell'individuo e della società, la propaganda annientatrice a quanto pare, prende piede grazie all’ipocrisia dell’etichetta.

Complimenti a tutti coloro che, strumentalizzando lo sport, accendono disprezzo e rancore in tutto il mondo.

Questo non è esattamente l’orgoglio, il famoso sentimento unilaterale ed eccessivo della propria personalità (o casta), che isola l'individuo o ne altera i rapporti sociali o affettivi!

Liberté, Égalité, Fraternité, Parigi, congratulazioni vivissime!

In tema di Olimpiadi e politica ricordiamo a noi stessi che: “Owens ha sconfitto hitler e i nazismo con 4 Medaglie d'Oro guadagnate in una Olimpiade che nessuno credeva potesse svolgersi serenamente!”

Eh si, a vederle oggi le Olimpiadi francesi sono proprio il modo concreto di: “Costruire un mondo pacifico e migliore attraverso lo sport e l’ideale Olimpico”.


Concludo davvero.

Chissà se è tutto vero o se è vero tutto il contrario?

Di fatto, solidarietà è un sostantivo che, guarda caso, deriva proprio dalla parola francese "solidaire" e che sta ad indicare “un atteggiamento di benevolenza e comprensione, ma soprattutto di sforzo attivo e gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di aiuto”.

Non ricordo, qual è la famosa frase di Pierre de Coubertin?

Ah, si: "L'importante non è vincere ma: partecipare!"

Si, partecipare, a patto che te lo lascino fare …

Non abbandono qui a caso alcuna conclusione, non c'è il gran finale, che ognuno tiri le proprie somme, non voglio indirizzare oltremodo il tiro e ora, al via con la retorica!

Andava detto e l'ho scritto!

fidi@s1970 - Member 20643 * GNS Press Association, 4Freedom forever!