I Giochi della XXXIII Olimpiade, commercialmente noti come “Parigi 2024”, si stanno svolgendo a Parigi, in Francia, dal 26 luglio all'11 agosto 2024, si contano cento anni esatti dall'ultima volta che la città delle luci ha ospitato l'evento.
Cento anni esatti da allora.
L'assegnazione dell'evento, per la cronaca, è stata ufficializzata il 13 settembre 2017 durante la 131ª Sessione del CIO svoltasi a Lima, in Perù. Parigi è la seconda città, dopo Londra, ad ospitare per ben tre volte i Giochi Olimpici estivi, dopo le edizioni del 1900 e 1924.
Le “Jeux de la VIIIe Olympiade”, noti anche come Parigi 1924, si svolsero a Parigi dal 4 maggio al 27 luglio 1924 e ne è passato di tempo da allora.
Pensate, i Giochi del 1924 seppero depennare la “brutta immagine” che Parigi aveva lasciato a causa della “pessima organizzazione” della prima edizione del 1900 e furono caratterizzati da un buon successo di pubblico.
Non so cosa ma c’è più di qualcosa che mi torna familiare in queste frasi “Parigi brutta immagine”, “Parigi pessima organizzazione” …
Il preludio dei giochi Olimpici del 1900 fu l’attenzione di Alfred Maurice Picard un allora unzionario, politico e ingegnere francese, Commissario generale dell'Esposizione Universale di Parigi del 1900 il quale disse a Pierre de Coubertin, fondatore dei giochi Olimpici moderni, come l'organizzazione dell'Olimpiade fosse (testuali): "Una inutile e assurda attività" e va detto anche che il Presidente dell’epoca, Félix Faure, fu del tutto indifferente all’evento.
Non che oggi vi sia una enorme differenza d’interesse da allora, se non quello strettamente economico e propagandistico dato il palcoscenico di oltre un miliardo di utenti collegati all’evento moderno.
All'Olimpiade del 1900 parteciparono circa 1000 atleti provenienti da 28 nazioni, 600 atleti in più, con tutto che oggi le nazioni partecipanti sono 205!
Che strana insufficienza di atleti.
Comunque, in quella prima Olimpiade poterono gareggiare, e per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici le Donne; fu così che Miss. Charlotte "Chattie" Cooper Sterry, tennista Inglese, divenne la prima Campionessa Olimpica di Tennis e la prima Campionessa Olimpica in uno Sport “Individuale”.
E sì, ne è passato di tempo da allora, da quando le Donne entrarono a pieno titolo nelle Olimpiadi e tanto ne è passato di tempo che oggi, le Donne pugili sembra che possano addirittura combattere contro un pugile …uomo!
Incredibile ma vero, se poi è vero che il “personaggio” del momento sia proprio un Uomo oppure una Donna con i cromosomi strambi!
Ho scritto “sembra”, spegnete le micce!
Doverosa premessa.
Ho spulciato il web in lungo e in largo fino all’abisso, ho cercato invano una prova tangibile, diretta, chiara che Imane Khelif sia nata realmente Uomo oppure che sia nata Donna, a quanto pare androgena, e dai valori alti di testosterone”
Niente, il nulla, solo riferimenti, nessi, attinenze ma nulla di certo, tutto un se, tutto un ma, tutto un forse ma il peggio della cronaca moderna è quando si scrive qualcosa in convinzione “… perché gli altri hanno scritto che …”.
Io non sono convinto e quindi ricerco.
In arabo il nome Imane significa “fede” ed è un nome comunemente usato tra i musulmani, in particolare in Algeria, anche se “Imane Khelif”, da come leggibile su BoxRec sembra essere di fede ortodossa, oltre la visibile trascrizione di numerosi match!
Il sito web -esplicitamente femminista- Reduxx, invece, ci riferisce sul caso Olimpico del momento che si ritiene che entrambe le atlete (Imane Khelif e Lin Yu-Ting) presentano una “differenza di sviluppo sessuale” (DSD), ovvero, un insieme di condizioni mediche presenti alla nascita in cui i genitali: “Non corrispondono allo schema cromosomico”.
Non l’ho capita!
Riprovo.
Anche su questa spiegazione, dai siti scientifici specialistici tipo il SEC (European School of Cytogenetics), si apprende che: “L'acquisizione del fenotipo sessuale è quindi un processo complesso caratterizzato da una precisa sequenza di eventi che si succedono durante lo sviluppo embrionale e che si completano nella pubertà.”
Niente da fare, non ne usciamo, spingendoci in questa palude biologica siamo entrati in un labirinto medico a forma di groviglio, tanto che il CIO ha diramato un anatema sulla questione: "Attenzione alla caccia alle streghe".
Noi le streghe, quelle vere, ma solo quelle cattive vorremmo cacciarle invece, a quanto pare, non solo abbiamo gli strumenti adatti ma non sappiamo neanche individuarle con certezza e di certo, non sarò io a schierarmi con una nuova inquisizione.
Tornando sul tema.
L'International Boxing Association (IBA) non è assolutamente responsabile della competizione Olimpica poiché disgiunta, mentre piuttosto, è stata istituita la: “Paris 2024 Boxing Unit” per supervisionare l'evento e quest’ultima ha ammesso a entrambe le Atlete di competere secondo i regolamenti delle Olimpiadi di Tokyo 2020, regolamenti che, a quanto pare, seppur vecchi di 4 anni sono attuali e meno “rigidi” ed esigenti di quelli dell'IBA!
In molti dicono che pugni fanno male e io sono d’accordo, fanno sempre male quando non sei seduto comodo sul divano a guardare quelli che li prendono davvero, quindi possiamo parlarne, noi non sentiremo alcun dolore.
Dicono che fanno male anche quelli scambiati sul ring fra uomini, che in teoria sono abituati allo scontro fisico, idem quelli delle Donne fra donne sul ring e ovunque se li scambino.
Ma quelli fra un Uomo e una Donna, come li misuriamo?
Dal 1900 ad oggi gli indefinibili pensatori intellettuali dello sport, ovvero, chi oggi ha il compito di determinare e deliberare su di esso (incluse le preferenze incerte come quella per cui si dibatte), in un sol colpo sono riusciti ad armonizzare l'ennesimo disastro misto alla disgrazia per lo sport di coerenza per “non offendere nessuno”, invece, hanno offeso tutti.
Bastava pubblicare un comunicato chiaro sul tema ma all'opposto, come al solito, la paura dell’esposizione pubblica peggiora la circostanza ...
In realtà, in questa già controversa e chiacchieratissima espressione Olimpica di “Parigi 2024” sull’episodio che era agevolmente risanabile con esami medici specifici, non è stata affrontata bene.
Oppure, facendola più comoda, e netta esclusione delle atlete transgender dalle competizioni del Nuoto per ragioni di equità, al contrario, lasciando spazio all’immaginazione popolare, hanno lasciato in pasto al “web sociale” becero e ignorante per osmosi la notizia che era stato approvato che un Uomo-trans, pugile, avrebbe potuto affrontare una Donna pugile.
Che poi non è uno scherzo, se fosse tutto vero!
Un passo indietro.
Al Congresso Generale Straordinario della FINA svoltosi a Budapest in occasione dei Mondiali di Nuoto 2022, sono stati approvati tutti i nuovi criteri di ammissione alle categorie agonistiche Maschili e Femminili per le competizioni internazionali.
La decisione è stata presa a seguito dell’intervento dei delegati di una Commissione istituita nel novembre 2021 composta da Atleti, Esperti medico-scientifici e legali, ai quali fu affidato il compito di “indagare se” e “come incidono” le nette difformità sessuali sulle funzioni Sportive.
Vale la pena raccontare che il documento che determina i nuovi criteri fu approvato dal 71,5% delle Federazioni Nazionali affiliate, ed escluse in maniera radicale, assolutistica, senza eccezioni, la possibilità per le Atlete transgender di partecipare alle competizioni Femminili qualora abbiano intrapreso cure ormonali: “prima del raggiungimento del secondo Stadio di Tanner” o “prima del compimento del dodicesimo anno di età”, a seconda di quale dei due eventi sia precedente.
In breve, la facciamo facile, il divieto riguarda le Atlete “trans” Uomo-Donna che, nel corso della loro vita, abbiano sperimentato la pubertà maschile.
In seconda battuta, gli atleti transgender Donna-Uomo, piuttosto, non vengono annoverati in tale limitazione e continueranno a poter gareggiare nelle gare maschili e: senza alcuna restrizione!
Gutto questo avviene nel Nuoto dove nessuno si fa male ma, nel Pugilato?
Qualcuno “lassù, ha capito che nel Pugilato c’è contatto fisico o credono sia tutto virtuale, da salotto?
Forse è bene ricordare a noi stessi alcune principi reali.
Tra i 1984 e il 2012 gli Uomini dovevano indossare un casco protettivo, regola poi rimossa per i Giochi di Rio 2016, mentre resta in vigore per le Donne che gareggiano, combattono, quattro round da due minuti ciascuno anziché tre round da tre minuti come gli uomini.
Qualcuno si domanda perché c’è questa disuguaglianza?
Questa differenza c’è perché alla base c’è una questione di sicurezza anche se nel noto sito “sortisaparis” si insiste con u 4 x 2 quando oggi, le Atlete Donne nel Pugilato s’impegnano in Match 3 x ‘3 con caschetto!
Partiamo da un assunto matematico basico necessario solo a fra comprendere la quantità dei colpi che si scambiano i pugili in un match di 3 minuti, 180 secondi con uno scambio di 90 colpi fra busto e volto, a volte meno, a volte di più ma tutti portati a bersaglio “tecnicamente” e non alla rinfusa, colpi che equivalgono (secondo una ricerca condotta nel 2014 dall'American Association of Neurological Surgeons): “Ad essere centrati da una palla da bowling del peso di 9 kg che viaggia a 32 km/h.”
Pensate, ci sono Pugili Uomini che sferrano colpi pari a 1600 Joule!
Quant’è 1600 Joule?
Suppergiù 220 libbre, o meglio un’incudine di 100 chili che ti cade su un piede da “5 piedi”, ovvero, da 150 centimetri!!!
Male eh?
Quindi, che forza ha un “semplice” pugno?
Il sistema di misurazione di contatto ed accelerazione di tecniche, prevede che un pugno con forza media espressa all'impatto è di circa 155 kg., pari a quasi il doppio del peso corporeo con limiti da 45 kg., e pari a meno del proprio peso corporeo a 310 kg., pari a più di quattro volte il proprio peso corporeo e l'accelerazione media è di 7,5 “G” (numero espresso in forza di attrazione di gravità).
Sembra uno scherzo dal divano di casa, nevvero?
A volte si pensa, ma sempre dal divano: “Io quel colpo lo paravo, l’altro lo tiravo, forse se avesse fatto …” e tutti hanno un piano finchè un pugno non lo prendono vero e in pieno volto!
Ma basterebbe nel busto!
E qui si parla solo di colpi “Sportivi” sferrati con “Guantoni” da 10 Oz (in Once, ovvero 1/16 di libbra, diciamo sui tre etti all’Italiana maniera), quindi con “Protezioni” adeguate, figurarsi senza!
Abbattere l’esclusione, offrire diritti, consolidare l’essenza della Donna in quanto pilastro partecipe all’evento sociale è un bene, è un diritto sacrosanto la parità dei diritti e dei doveri, però, far combattere un Uomo trans contro una Donna, qualora lo fosse realmente (a questo punto lo scrivo in astratto), lo trovo un esperimento eccessivo che apre le porte a contesti politici e ideologici molto molto pericolosi che, per loro natura, dovrebbero essere disgiunti dallo Sport.
Le parole della portavoce del CIO sull’annosa vicenda che appassiona l’Europa e non solo: "Questi pugili sono del tutto ammissibili, sono donne sui loro passaporti, hanno gareggiato per molti anni", e ancora: "In realtà penso che non sia utile iniziare a stigmatizzare le persone che prendono parte a sport come questo. Sono donne che hanno gareggiato a Tokyo.”
Proprio così ha dichiarato Adams in una conferenza stampa attribuendosi le incombenze di quanto affermato.
Non conosco quindi mi informo.
Trans, leggo, significa che l'identità di genere di un individuo non concorda con il sesso biologico assegnatogli alla nascita.
L'identità di genere, leggo, può corrispondere completamente all'altro sesso oppure può collocarsi al di fuori della categoria solo maschile o solo femminile (la cosiddetta “identità di genere non binaria”).
Quindi, di fatto, sul ring Olimpico oggi assisteremo ad un match fra un Uomo e una Donna?
Oppure no?
Se così fosse sarebbe inaccettabile nel principio stesso dello Sport e questa “concessione” Olimpica, laddove vi fosse una ragione tangibile, non dev’essere un avviamento stabile a nuovi match di genere nelle cosiddette Discipline da Contatto perché in questo modo si annienterebbero in un sol colpo il titolo storico di Miss. Charlotte "Chattie" Cooper Sterry e tutti gli sforzi fatti finora, dalla prima edizione Olimpica del 1900 ad oggi.
Ma in più, ad esempio, si aprirebbero davvero le gabbie dell’MMA ad incontri misti, e non lo voglio immaginare questo futuro ...
Nondimeno, noi possiamo scrivere di tutto e indignarci ma oggi, chi sconterà il peso dei pugni in faccia, grazie alla decisione indefessa di chi ha autorizzato il match chiacchierato sarà una pugile “nostrana”, napoletana doc, in forza alle Fiamme Oro della Polizia di Stato: l’Atleta Italiana: Angela Carini.
Leggo che l’Algerina Imane Khelif, che oggi affronterà la nostra pugile: “Non ha colpe per essere stato ammesso … benché l'anno passato, ai mondiali, sia stato escluso insieme ad un trans cinese per non aver passato il test genetico.”
Beh, no, se, e ripeto “se” è veramente un Uomo, intellettualmente e moralmente non ci sto.
Il non avere colpe significa non prestarsi al gioco mentre invece, se Imane fosse realmente un Uomo allora leggerei una strana voglia di “vincere facile” una bella Medaglia Olimpica subito dopo lo stop al mondiale passato, quindi, con questo presupposto “consapevole” non sarebbe innocente, anzi, sarebbe complice al 110%.
Da appassionato di Pugilato e da Supporter Italiano, beh, mi auguro con tutto il cuore che Angela lo/la metta al tappeto con un bel KO tecnico, anche se in giro si legge molto di una Pugile Messicana (Brianda Tamara Cruz Sandoval) la quale, dopo aver combattuto con Khelif riferì alla stampa: “I suoi colpi mi hanno fatto molto male, non credo di essermi mai sentita così nei miei 13 anni da pugile, nemmeno combattendo contro sparring partner uomini”.
Forse Brianda è un po’ esagerata, non lo so, mi domando con quali sparring partner uomini si è allenata?
Con tutto il rispetto però, la nostra Angela non è Messicana ma Napoletana, è verace ed è tosta e Khelif stesse attento e/o attenta sul ring, spero che non gli sia facile vincere come crede.
È vero, per evitare questa ennesima polemica sulle Olimpiadi bastava applicare i regolamenti del mondiale passato, oppure, più semplicemente dimostrare al pubblico che Imane Khelif sia una Donna ma a quanto pare, questo velo di mistero giova un po’ a tutti sta “pompando” il match e c’è anche chi ci dice che i regolamenti Olimpici sono diversi da quelli del mondiale e francamente, si vede ad occhio nudo che sono veramente diversi, non solo nella Boxe.
Va detto che l'Algerina Khelif è stata squalificata dal mondiale per “aver superato il limite del livello di testosterone” mentre a Yu-Ting, è stata addirittura revocata la precedente Medaglia di Bronzo!
Va detto che a protezione dell’Algerina all’epoca è insorto nientemeno che il Comitato Olimpico Algerino che puntellò la squalifica della propria Atleta quale: “Parte di una cospirazione" per impedire loro di vincere una Medaglia d’Oro al mondiale.
Comunque sia, Angela e Khelif oggi combattono fra i pesi “Welter, 66-kg” dove i pugni iniziano a sfarfallare di meno e a “pesare” di più se dati bene in 3 round da 3 minuti ciascuno (e non più 4 da 2), in tutto “soli” 540 secondi che dureranno un’eternità per chi delle due rimarrà in piedi, speriamo illesa e fino alla fine.
Ricordiamolo a noi stessi, il Pugilato è uno Sport di Contatto nel quale si possono riportare traumi, ferite e lesioni nonostante le protezioni.
Di questa situazione ne ho parlato a lungo con una mia cara Amica Avvocato e Dirigente Sportivo italiana, soprattutto una Pugile che detiene alcuni Primati del Pugilato Femminile Italiano, la Campionessa Maria Moroni (la prima Donna tesserata come Agonista dalla Federazione Pugilistica Italiana) che in tal senso, a fine chiacchierata mi ha detto con grande semplicità: “La Boxe è uno sport duro per quanto delicato che non si può prendere alla leggera. I parametri medici sono importanti per concedere un iniziale equilibrio alla competizione. Se ci fosse disparità, si creerebbe un problema che darebbe vita ad un precedente, questo non è possibile, né accettabile.”
Detto da chi ha difeso 3 volte il tiolo Europeo e con oltre 10 match da professionista sulle spalle (dei quali 7 vinti pe KO), ha un peso non indifferente!
Parigi, dopo l’ouverture bizzarra che nulla c’entrava con lo Sport e che ha sollevato la critica negativa mezzo mondo è arrivata la problematica acquatica della Senna, quasi due miliardi di euro spesi per un’idea geniale che, sinceramente apprezzo ma che rimane tuttora incerta quale piscina all’aperto per il Triathlon a causa della presenza del batterio Escherichia coli.
Due miliardi che avrebbero di sicuro agevolato gli Atleti nel dormire su letti più dignitosi anziché in quelli cosiddetti anti-sesso selezionati dall’episcopato del green che non si è preoccupato minimamente del benessere degli Atleti, financo alla scarsa qualità del condimento del cibo.
Eppure in meno di 24 ore dall’allerta Escherichia coli, oggi la Senna è pulita, al via al Triathlon!
Insomma, l’opzione generale eco-friendly “velemosebbene” di Parigi 2024 lascia un po’ a desiderare, se da una parte per l’organizzazione questa “conquista futuristica” è stata una mossa per ridurre l’impatto ecologico, dall’altra, le critiche negative -e non costruttive- hanno superato le aspettative.
Noi che creiamo eventi lo sappiamo che siamo bersagli facili, come c’è un minimo errore c’è l’attacco a 360°, ingovernabile e ingestibile da affrontare, e che l’errore commesso lo sia in buona fede (o in malafede) non ha importanza, la pena è la stessa, tutti ne faranno un caso nazionale (o internazionale) finalizzato ad affossare tutto e tutti, l’opposizione ne sarà portabandiera e i franchi tiratori tireranno dall’interno dritti sulla schiena degli organizzatori; è veramente difficile organizzare qualcosa d’importante oggi senza suscitare rancore oppure offendere qualcuno, creare un evento importante è quasi un suicidio mediatico, tuttavia; a parte il netto contrasto con la mia posizione schietta e forse di parte, come al mio solito mi sono soffermato solo sui fatti oggettivi come il “problema Pugilato”, perché questa nuova condizione del ring non è corretta, non c’è da sperimentare nuove frontiere in questo Sport se non per la sola sicurezza degli Atleti perché questa Disciplina che risale ad almeno 5000 anni fa (e forse ancora più antica), secondo la CNN dal 1890 ad oggi, più di 1.876 pugili sono morti a causa delle lesioni subite sul ring (circa 13 decessi all'anno).
Giusto è il diritto di cronaca e di critica però dobbiamo essere onesti con noi stessi ma soprattutto con chi legge, noi dall’altra parte dello schermo non dobbiamo versare veleno nelle coppe vuote o mezze piene degli spettatori perché la responsabilità delle parole scritte è davvero grande.
Fino a ieri Imane Khelif era una perfetta sconosciuta come i nomi della cronaca grigia, nera, blu e rosa.
Saddam Hussein, Osama Bin Laden, ma chi li conosceva?
Kamala Devi Harris e Brigitte Marie-Claude Trogneux, chi lo sa chi sono realmente senza consultare Wikipedia?
Chi la conosce davvero Lin Yu-Ting?
È Cinese, Taiwanese oppure è Koreana?
Eppure entrambe le due Atlete oggi sull’onda della critica negativa mondiale, pensate, hanno partecipato alle Olimpiadi di Tokyo del 2020, con Khelif che ha perso nei quarti di finale contro l'Irlandese Kellie Harrington, che ha poi vinto la Medaglia d'Oro.
E Lin Yu-Ting?
Due volte Campionessa Asiatica, è stata sconfitta negli ottavi di finale della categoria Pesi Piuma femminile, nel dettaglio, ha vinto una Medaglia d'Oro ai Campionati Mondiali di Boxe femminile AIBA del 2018 come Peso Gallo, seguita da una Medaglia ai Campionati Mondiali di Boxe femminile AIBA del 2019.
Quindi non sono Atlete sconosciute spuntate dal nulla, anzi, direi proprio che sono molto conosciute e allora, mi chiedo, da dove avvampa la polemica che da una settimana sta letteralmente annegando d’indignazione i vari social?
Il debutto di Imane Khelif nel pugilato, nata a quanto pare Donna nel 1999 a Tiaret in Algeria (non esiste in rete, finora, un documento valido che attesti il contrario), risale al 12 ottobre del 2018, quindi 6 anni fa, e in 6 anni ne ha fatti di match.
Ah, quasi dimenticavo.
Sono partito dal presupposto che in Algeria le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (secondo un rapporto dell'ILGA del 2008 ancora in auge), devono affrontare difficoltà e problemi giuridici che gli altri cittadini non incontrano perché tutti gli atti sessuali realizzati tra persone adulte “dello stesso sesso” rimangono “completamente illegali” all' interno del Paese di fede integralista.
Ho questo brutto vizio di cercare di capirle davvero le cose e dato che in Algeria non sono così inclini ai salvacondotti di questo tipo, oltre a contattare amici in Algeria per chiedere lumi, mi sono immerso nel leggere molti articoli pubblicati proprio in Algeria dove credevo di trovare “pezzi utili” in supporto della tesi occidentale, invece, con mio grandissimo disorientamento ho trovato tutt’altro!
Fra questi siti ne ho letto uno fra gli autorevoli denominato: “Oras” (awras), dal quale ho estratto queste frasi in merito alle vicenda:
- Abdel Rahman Hammad ha scritto sulla piattaforma Twitter: “Iman Khalif è mia figlia; Nostra sorella ed eroina... Iman Khalif è una linea rossa." Ha poi proseguito: “Condanno fermamente gli attacchi a cui sono stato sottoposto da parte di soggetti esterni, attacchi che sono incoerenti con la morale e i valori olimpici.
- Il ministro dello Sport ha incoraggiato il campione algerino dicendo: “Vai, Iman, il governo e il popolo algerino sono tutti con te”.
- Da parte sua, il Comitato Olimpico e Sportivo algerino ha denunciato con forza il comportamento non etico che alcuni media stranieri hanno preso di mira con una falsa propaganda nei confronti di Iman.
- La stessa autorità ha confermato di aver adottato tutte le misure necessarie per proteggere l'eroina algerina, sottolineando che in lei incarna lo spirito di eccellenza, determinazione e fermezza
Ora, per quanto siano di parte, mai e poi mai in Algeria avrebbero scritto questo nei confronti di un loro Atleta “trans”, men che meno su di un sito d’informazione ufficiale.
Quindi, se non è vero, da dove sia partita l’onda emotiva -positiva o negativa- sui match Pugilistici dei quali questioniamo io sinceramente non lo so, però so’ che ne siamo tutti coinvolti, trascinati e travolti come in un torrente in piena.
Quello che so è anche che sono più confuso di ieri e domani lo sarò più di oggi.
Ciò premesso, il match è diventato un “caso” nel quale si è visto l’intervento del CONI e addirittura della politica Italiana.
Nel sito ufficiale del CONI si legge che: “Il Coni si è attivato col Comitato Olimpico Internazionale affinché i diritti di tutti gli atleti e le atlete siano conformi alla Carta Olimpica e ai regolamenti sanitari“, il Ministro per lo Sport e la Gioventù Andrea Abodi ha detto: “Non è equo”; fonti autorevoli nel web hanno scritto: "Dobbiamo aspettare che Carini si faccia male?" e ancora il presidente del Senato Ignazio La Russa, il leader della Lega Matteo Salvini, così come numerose Associazioni tutti a richiedere lealtà nello sport e a pretendere il rispetto dei valori della Carta Olimpica di fratellanza, solidarietà e soprattutto fair-play.
Tanto che Angela ieri ha rilasciato un’intervista nella quale ha detto: ”Io devo adeguarmi a quello che ha deciso il CIO, quindi domani andrò sul ring e darò tutta me stessa.”
Oggi però, dopo solo 45 secondi Angela si ritira dal match, in lacrime, affermando: “Fa malissimo, al secondo colpo non respiravo più...”
Per quanto insista la formula dubitativa, perché, lo ripeto, ad oggi non è mai stata pubblicata o meglio, non è ancora reperibile né leggibile una carta ufficiale che smentisca o affermi l’oggetto del contendere ovvero il sesso certo dell’Algerino/a in questione, di sicuro ci sarà una terribile e inarrestabile ondata di ritorno di tutte le controversie e discussioni che in questi giorni erano state vomitate nel web, uno tsunami questo che spero non si riversi nella Senna che ha già non pochi problemi, anche se in 24 ore quel lento fiume è capace di trasformarsi da fogna a cielo aperto alla sorgente del fiume Tevere, acqua di classe A, fresca e potabile, sulle pendici del Monte Fumaiolo!
Forza Angela.
Viva lo Sport.
Andava detto e l’ho scritto.
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