Si legge sulle medaglie che: “La medaglia, in numismatica, si differenzia dalla moneta, a cui è molto simile, perché coniata ed emessa da privati per scopi commemorativi e soprattutto non è una merce di scambio poiché priva di valore facciale.”
La medaglia è, in genere, un simbolo di riconoscimento al merito di qualcuno ed ha sempre due facce, oggi grazie a Parigi2024, ne scopriamo ben tre!
Eh sì, le varie parti della medaglia si stabiliscono nella faccia della medaglia, ovvero la parte frontale e nel retro, ovvero il rovescio della medaglia.
Ma questo lato “oscuro”, ovvero il retro, in senso “figurato” è detto genericamente come l'aspetto “meno piacevole” di qualche cosa che si sta raccontando o descrivendo.
Questo è il terzo lato che oggi va più di moda, l'aspetto “meno piacevole” del significato della medaglia.
Questo dischetto per lo più metallico (fuso o coniato), è destinato a ricordare, o a celebrare, un personaggio o un evento.
Oggi parlerò delle medaglie per eccellenza, quelle Olimpiche.
Un po’ di storia …
I Giochi della I Olimpiade furono i primi Giochi Olimpici dell'era moderna.
Bramati dal Barone Pierre de Coubertin, furono ufficializzati durante il primo congresso Olimpico, durante il quale nacque anche il Comitato Olimpico Internazionale e si tennero ad Atene, dal 6 al 15 aprile 1896.
In quella occasione le medaglie previste erano solo due, primo e secondo classificato mentre invece nelle Olimpiadi di Parigi del 1900, i premi furono elevati a tre, per i primi tre classificati tuttavia, la storiai racconta che al posto delle medaglie vennero assegnate coppe ed altri trofei.
Ad ufficializzare la consegna delle tre medaglie senza ulteriori premi accessori o surrogati, vi fu l’assegnazione di queste ultime nelle III Olimpiadi che si svolsero a Saint Louis, negli Stati Uniti d'America, dal 1º luglio al 23 novembre 1904.
Ogni edizione dei Giochi Olimpici per tradizione assegna una propria medaglia, di solito realizzata da un artista locale su commissione del Comitato Organizzatore.
Su un lato delle medaglie Olimpiche avremo raffigurato il tema che rappresenta il luogo e la storia dell’edizione in atto, dall’altro lato, invece, è inciso il logo dell’edizione dei Giochi.
Come da tradizione, vengono assegnate in ogni competizione tre medaglie, una medaglia in Oro al vincitore; una medaglia in Argento al secondo classificato; una medaglia in Bronzo al terzo classificato.
Per quanto riguarda le discipline di gruppo, ogni atleta della squadra riceve una medaglia.
Alcuni sport non prevedono il quarto classificato e, di conseguenza, assegnano due medaglie in bronzo ai terzi classificati.
Ma, la medaglia d’Oro è d’Oro vero?
No, purtroppo la medaglia d’Oro non è d’Oro, ha un valore immenso, impagabile, inestimabile per l’Atleta che l’ha vinta ma la medaglia d’Oro Olimpica un valore reale cel’ha.
Per un Atleta guadagnare sul campo la medaglia d'Oro Olimpica veramente non ha prezzo, il piano emotivo la misura in fonte di valore inestimabile, la medaglia Olimpica d’Oro (Argento o Bronzo) è la linea di arrivo di una vita di sacrifici, d’impegno, di lavoro, di responsabilità guadagnata nella più prestigiosa e antica tra le competizioni sportive di livello mondiale eppure, a vederla sotto il profilo meramente “materiale”, è possibile quantificarne il valore effettivo.
Secondo il regolamento, una medaglia d'Oro Olimpica deve avere delle caratteristiche specifiche, tuttavia, in rete troveremo una gran confusione di numeri.
Per alcuni deve contenere 6 grammi di metallo prezioso e il resto (550 grammi) è costituito d’argento.
In alri siti leggeremo che tutte le medaglie sono larghe 85 millimetri e spesse 9,2 millimetri. quella d'oro pesa 529 grammi, più del 95,4% della medaglia d’Oro è fatta di Argento (505 grammi).
Secondo i prezzi attuali e variabili dei metalli preziosi, una medaglia d'Oro varrebbe quindi circa 690 euro.
La percentuale di “Oro” nelle medaglie Olimpiche è davvero trascurabile, circa l'1,3 % del peso totale della medaglia, ciò che vale invece, è il valore intrinseco che abbiamo letto nelle varie aste mondiali nelle quali sono state vendute le medaglie.
Pensate, in rete si legge che a Boston un'asta mise a disposizione dei collezionisti alcuni cimeli Olimpici tra i quali una medaglia d'Argento nel tiro a segno dei Giochi Olimpici di Parigi 1900 poi venduta per 1.283 dollari, mentre una medaglia d'Oro di Pechino (2008) fu venduta per 97.270 dollari e infine, una medaglia d'Argento che premiò un primo vincitore delle Olimpiadi moderne (rif. Atene 1896) fu venduta per ben 180.111 dollari.
Tuttavia, il pugile ucraino Wladimir Klitschko, prima medaglia d'Oro ucraina della storia (anno 1996), raccolse con l’asta della sua medagli d’Oro milione di euro per la Fondazione Fratelli Klitschko (che ha finanziato la costruzione di stadi e impianti sportivi per bambini nel suo Paese) e la ex ciclista Estone Erika Salumäe, due volte campionessa Olimpica di velocità (1988, 1992) vendette le sue due medaglie d’Oro, per circa 60 mila euro per pagarsi un delicato intervento chirurgico.
Ed ancora in Messico nel 1968, Bob Beamon, campione indiscusso di salto in lungo (8,9 mt., record mantenuto fino al 1991), vendette la propria medaglia d'Oro per 405.000 dollari, così come Bill Russell (William Felton Russell), giocatore cestista delle Olimpiadi di Melbourne 1956 con la squadra di basket statunitense vendette la sua medaglia per 543.000 dollari, somma devoluta ad associazioni che lottano contro i problemi di disuguaglianza sociale ed etnica.
Ma in assoluto, la medaglia d'Oro più pagata della storia, è appartenuta a Jesse Owens, venduta nel 2019 per la somma astronomica di 1,4 milioni di dollari perché il suo valore storico è inestimabile, è stata vinta da un atleta nero americano a Berlino nel 1936, davanti gli occhi sconcertati di Adolf Hitler!
I prezzi delle medaglie Olimpiche, quindi, variano a seconda della fama dell'Atleta e dell'impresa compiuta, invero, l’Atleta tedesco Andreas Wecker, ginnasta, nel liberarsi della sua precedente vita da “peccatore”, ha venduto all’asta la sua medaglia d’Oro per soli 26 euro e 37 centesimi.
Incredibile ma tutto vero...
La medaglia Olimpica, realizzazione di una vita di sacrifici e dedizione alla fine della fiera può essere venduta e/o acquistata per meno di un lavaggio d’automobile completo!
Al controvalore commerciale “storico ed etico” delle medaglie Olimpiche però, si contrappone la “ricompensa” per gli Atleti vincitori, i premi CONI (lordi) per gli Azzurri saliti sul Podio a Tokyo 2020 ad esempio, si legge, fu di: 180mila euro per l'Oro, 90mila euro per l'Argento e 60mila per il Bronzo (cifre che si sovrappongono perfettamente ai premi deliberati anche per Parigi 2024), perché per gli Atleti la gara Olimpica, oltre la gloria e l’eventuale medaglia, è anche l’opportunità di portarsi a casa una bella somma in affrancamento dei sacrifici fatti.
Arriviamo alle tanto discusse e chiacchierate medaglie Olimpiche Parigine.
Leggiamo la descrizione ufficiale: “Ogni medaglia ha un diametro di 85 mm per 9,2 mm di spessore, con paesi diversi a seconda della categoria, 529 g per l'oro, 525 g per l'argento e 455 g per il bronzo. Sul fronte un pezzo di Tour Eiffel tagliato a forma di esagono (simbolo della Francia) con la fiamma, i cerchi olimpici e la scritta “Paris 2024”.
Quindi, in ogni medaglia Olimpica Parigina c’è un pezzo della Tour Eiffel.
Sono state ideate e disegnate su commissione dalla famosissima Maison Chaumet, una gioielleria parigina di lusso fondata nel 1780, oggi di proprietà di LVMH (Moët Hennessy Louis Vuitton), e sono poi state realizzate dall'ente pubblico Monnaie de Paris (la Zecca nazionale di Francia) in 5.084 esemplari in oro, argento e bronzo.
La recente polemica di Nyjah Huston, skater statunitense, medaglia di Bronzo nello “Street” a Parigi che ha espresso la sua delusione per la qualità della sua medaglia Olimpica, ha sollevato un ingiusto polverone, il campione dovrebbe capire che a tutto c’è un limite, anche alle critiche.
Nyjah Huston: “Le medaglie olimpiche sono bellissime quando sono nuove, ma dopo averla lasciata a contatto con la pelle sudata e averla fatta indossare ai miei amici durante il weekend, sembra che non siano di così alta qualità come si potrebbe pensare”.
Quindi, ricapitolando, l’ha lasciata a contatto con la pelle sudata, l’ha fatta indossare agli amici (chissà in che condizioni l’hanno indossata questi ultimi ma, lo possiamo intuire facilmente …) e poi, se dopo un weekend con il morto si è rovinata allora la colpa è di chi l’ha realizzata?
Ma davvero ha detto questo?
Si, l’ha detto davvero ed ha anche rinforzato la tesi con: “A quanto pare, non sono di alta qualità.”
A parte che la medaglia che ha fatto la guerra, ha girato nelle mani di un gruppo di skater per circa una settimana, quindi la guerra l’ha fatta davvero, si afferma che la placcatura di bronzo della medaglia sia completamente scheggiata quando dalle foto (come nell’immagine, presa dal web), si osserva che la parte che contiene un pezzo in ferro esagonale proveniente dalla “Dame de fer” è in ottimo stato, mentre il retro, si vede ad occhio, che ha subito il fascino settimanale del sudore di più persone, quindi l'umidità, il pH acido della pelle, tutti elementi che possono accelerare l'ossidazione del metallo, perché la medaglia dalle foto appare più ossidata che scheggiata come urlato al mondo!
Una scheggia è un frammento irregolare, per lo più tagliente, staccatosi da un corpo solido mentre l’ossidamento, in questo caso specifico, è una patina “protettiva” da esposizione all’aria e all’umidità alcalina che macchia il bronzo rendendolo “antico”, di certo non è il cancro del bronzo!
Per ossidazione s’intende la reazione chimica data dalla combinazione tra un metallo e l'ossigeno presente nell'atmosfera.
Cosa provoca esattamente l’ossidazione?
Semplice, una reazione chimica nella quale una molecola (o un atomo o uno ione) perde uno o più elettroni cedendoli a un'altra specie e a seguito del processo, uno o più atomi della prima specie aumentano il loro grado di ossidazione (si ossidano), mentre uno o più atomi della seconda lo diminuiscono (si riducono).
Nyjah Huston, un terzo posto Olimpico, si lagna di un bronzo che è stato da quest’ultimo maltrattato che però, con un po’ olio di gomito grazie ad un mix “segreto” di sale e aceto (o sale e limone) potrebbe tornare rilucente.
Personalmente non avrei mai maltrattato la mia medaglia Olimpica di Bronzo, la mancanza di rispetto per ciò che si riceve è assoluta in un’epoca decadentista laddove ci si chiede come un Atleta come lui, così indubbiamente elevato poiché Olimpico, possa aver sollevato una così sterile polemica.
Comunque sia, gli organizzatori dei Giochi Olimpici di Parigi 2024 (e la direzione della Monnaie de Paris) si sono impegnati a ''sostituire sistematicamente'' ogni medaglia effettivamente ''danneggiata''.
Certo, parlare di “medaglie danneggiate” quando ad oggi siamo ad 1 su 5.084 medaglie consegnate, mi sembra un tantinello eccessivo.
Per concludere, volevo tornare alle ricompense.
I nostrani Atleti vincitori riceveranno un buon premio in denaro, tuttavia, siamo lontani dalle cifre da capogiro stanziate per i propri Atleti medagliati dagli stati di Singapore (650.000 dollari all’Oro), Taiwan (550.000 dollari e uno stipendio vitalizio dei circa 3.500 dollari al mese) e Honk Kong (7000.000 dollari all’Oro) che comunque, sono cifre ancora bassine se le confrontiamo con quelle stanziate dall'Arabia Saudita che, per Tokyo, ha ricompensato un proprio atleta con 1,2 milioni di dollari ad un proprio Atleta per una medaglia d’Argento.
E poi ci ridimensioniamo, la Serbia 200.000 dollari per l’Oro, la Grecia 90.000, la Polonia 60.000 euro per l’Oro, l’Australia 13.000, il Kazakistan ricompensa i propri Atleti in appartamenti, l’Indonesia con premi in denaro e mucche, si avete letto bene, in mucche, la Malesia regalerà agli Atleti del podio autovetture di marca straniera, l’Austria premierà l’Oro con 17.000 euro in monete d’oro, il Marocco parte dall’Oro con 180.000 euro e ricompenserà gli Atleti fino al 32° in classifica, mentre per l’Iraq, addirittura la sola qualificazione di un atleta per le Olimpiadi è motivo di ricompensa, anche in terreni mentre la Gran Bretagna, la Svezia e la Norvegia niente, loro non prevedono alcun compenso economico per alcuna vincita.
Peccato che i premi in denaro siano “tassati” in riferimento al Paese di residenza e in questa particolare gara l’Italia, sul podio delle tasse non è mai seconda a nessuno!
(L'articolo 30 del Dpr 600 del 1973 stabilisce che i premi riconosciuti agli sportivi sono tassati al 20%, quindi, su 180.000 euro di ricompensa ad un Atleta Olimpico, “solo” 36.000 euro vanno di diritto agli sforzi fatti ...dall’Italia!!!)
Andava detto e l’ho scritto.
fidi@s1970 - Member 20643 * GNS Press Association
(Immagine di copertina pubblica presa dal web)