ASCOLI PICENO: La FIP Marche decide la retrocessione della Cestistica Ascoli su Ladysilvia; Due arbitri, Bartolacci di Recanati e Cingolani di Iesi, hanno impiegato i 4 tempi regolamentari ed il primo supplementare per far retrocedere la Cestistica in serie D, bloccandola sul 98 a 100. Questo in un campionato dove gli illeciti cambiano nome (caso Dedic di Montegranaro uguale slealtà sportiva), dove le settimane di squalifica vengono ridotte improvvisamente per ben tre quarti o fatte giocare in casa invece che fuori, come vuole il regolamento (vedi Pedaso, San Benedetto del Tronto, ecc.), dove gli arbitri da anni sono sempre gli stessi. La spedizione punitiva della Federazione Italiana Pallacanestro contro la voce critica e trasparente della Cestistica è stata affidata a due arbitri, tenuti nascosti dal designatore fino al momento della gara. È la prima volta, mentre per le altre occasioni i nominativi sono stati sempre segnalati sul sito internet.
Alla palestra Polivalente di Ascoli Piceno, gremita da oltre 200 giovani tifosi della Cestistica, la squadra ascolana rifilava un 32 a 21 nel quarto tempo agli ospiti del Pedaso, ma gli arbitri fischiavano ben due falli al giovane Monachese, reo di aver preso due gomitate sull’occhio (subito tumefatto) ad opera di Verdecchia il quale, invece che aver 4 tiri contro, otteneva 4 punti decisivi per andare allo spareggio.
Durante il supplementare a meno di 2 minuti alla fine, la Cestistica era avanti di 4 punti, ma gli arbitri invertivano ben 5 falli a favore degli ospiti, che chiudevano con 2 punti di vantaggio. Durante la gara veniva dato un fallo tecnico all’ascolano Di Furia, mentre la panchina ospite si permetteva di contestare l’arbitro e fare invasione di campo impunita.
Il pubblico, sempre sportivo, accompagnava con un sonoro fischio il rientro dei due protagonisti, mentre felici, gli atleti del Pedaso, tornavano a casa con il pullman della nota società fermana che assicura il servizio pubblico, del cui direttivo membro di spicco è, guarda il caso, anche se a pensar male non si fa peccato, come suol dire il divo Giulio Andreotti, un personaggio molto influente del Comitato Regionale della Fip, in passato anche alto dirigente della Società di Pedaso.
Tutti i tifosi, al termine della gara, si sono stretti al presidente professor Rocco Fazzini, esortandolo a rimanere alla guida della Società e ringraziandolo per i grandi sacrifici compiuti finora. Gli stessi Dirigenti lo hanno pregato di non mollare ma nel Basket oggi purtroppo esistono corporazioni che non danno spazio alle società trasparenti e dedite alla formazione sportiva dei giovani. La Cestistica con coraggio aveva sollecitato la Procura Nazionale ad indagini sull’utilizzo di qualche atleta e sul comportamento di alcuni arbitri, ricevendo lente conferme e tempi lunghi d'indagine fino a scoraggiare la stessa società a proseguire nella lotta per la trasparenza.
Commovente al termine della gara quando alcuni professionisti si sono avvicinati al Presidente dichiarandole la loro disponibile partecipazione societaria per il prossimo anno. Segno che il lavoro del Presidente e la sua determinazione stanno sensibilizzando sempre più i cittadini ascolani.
Bruno Allevi
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