Salute Landi: Avviare i giovani allo sport, ma con garanzie

Milano - “l’ipotesi di abolire il certificato di buona salute per chi si avvia a praticare sport può avere contraccolpi imprevisti, anche nel caso di attività non agonistiche. Sono convinto che l’eliminazione di questo strumento di controllo della salute potrebbe portare a conseguenze gravi, in considerazione del fatto che statisticamente oltre l’85% dei casi di morte improvvisa durante la pratica sportiva deriva da patologie cardiovascolari ignorate o trascurate che un'accurata visita medica, basata sulla storia clinica del paziente e sull’esame di un ecg a riposo, potrebbe invece rilevare“. Lo ha detto questa mattina l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna al convegno “Salute nello Sport: in campo senza rischio“, al quale hanno partecipato il Presidente del Comitato Provinciale del Coni Filippo Grassia, esperti di medicina dello sport e prevenzione dei rischi cardiovascolari, Diego Confalonieri, medaglia di bronzo alle olimpiadi di Pechino 2008 nella prova di scherma a squadre e Alessio Tavecchio che ha gareggiato nelle finali di nuoto alle Paraolimpiadi per disabili nel 1996 e oggi è presidente della Fondazione Alessio Tavecchio Onlus.

l’abolizione del “certificato di buona salute“ per l’idoneità alle attività sportive non agonistiche rientra in una serie di misure di “semplificazione“ previste dal decreto legge 112 del 25 giugno 2008, convertito in legge il 5 agosto 2008, che cataloga il documento medico tra gli “adempimenti meramente formali e non necessari alla tutela della salute“. Troppo spesso, secondo l’assessore Landi di Chiavenna, si verificano episodi drammatici proprio per l’inosservanza dei dovuti controlli medici. “Ritengo necessario attuare una soluzione alternativa: stiamo lavorando in collaborazione con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano a un progetto che permetterà di attrezzare i centri sportivi con 200 elettrocardiografi mobili e 100 defibrillatori. Il nostro obiettivo - ha spiegato Landi - è implementare la cultura dello sport, coadiuvando i giovani con uno psicologo, un nutrizionista e la strumentazione medica idonea a preservarli da problemi fisici che potrebbero presentarsi durante lo svolgimento dell’attività sportiva“.

Saranno 200 gli elettrocardiografi mobili a 12 derivazioni che verranno consegnati ad associazioni sportive dilettantistiche e giovanili, mentre i 100 defibrillatori andranno a strutture sportive milanesi. Lo scopo è garantire a giovani e giovanissimi un controllo preventivo circa la propria idoneità a svolgere attività fisicamente impegnative. Il progetto coinvolgerà in via sperimentale circa 95 centri sportivi e, in un secondo momento, potrebbe essere esteso ad altre realtà minori.
La spesa si aggira attorno ai 350.000 euro. “Porterò in Giunta la proposta di deliberazione quanto prima - ha specificato l’assessore Landi -. Spero che l’iniziativa inneschi un circolo virtuoso per cui le più grandi associazioni sportive, che hanno le possibilità economiche per farlo, acquistino poi direttamente la strumentazione“.
Il progetto prevede anche un severo protocollo per la formazione all’uso della strumentazione.

I PARERI DI ALCUNI SPECIALISTI
Sono molti i medici, cardiologi e pediatri che non sono d'accordo con l’abolizione del certificato di buona salute.

“La certificazione di sana e robusta costituzione? Vorrei non fosse abolita - riferisce il Prof. Massimo Pagani, direttore della Scuola di Specializzazione in medicina dello Sport -. Anche se la certificazione suddetta non si accompagna ad esami strumentali particolari, implica una valutazione clinica, di solito da parte del medico (o pediatra) di famiglia, che già conosce il “paziente“ e le sue eventuali problematiche. Sarebbe quindi assai curioso tagliare una parte importante, assai utile per realizzare in sicurezza l’introduzione di stili di vita salutari e soprattutto dell’esercizio, nella pratica preventiva quotidiana“.
“La dizione non agonistica è limitante - aggiunge il Prof. Maurizio Viecca, specialista in cardiologia e pneumologia all’ospedale Sacco di Milano e professore all’Università degli Studi di Milano -. Quando si pratica sport c'è sempre agonismo. Chi non fa un minimo di controllo medico e lo pratica senza allenamento, senza un allenatore, è molto più esposto a potenziali rischi di un professionista“.

“Senza certificato? Mi sfugge il senso di questa proposta. Chi conosce i bambini sa che anche quando lo sport non è competitivo il loro impegno è massimo, perché il gioco per loro è un lavoro e i bambini lavorano seriamente - ribadisce il prof. Alessandro Fiocchi, direttore dell’Unità operativa di Pediatria dell’ospedale Macedonio Melloni -. Il momento del certificato per lo sport non agonistico è il momento in cui il pediatra valuta che il bambino non abbia soffi o altri problemi cardiologici, che non abbia problemi ortopedici, che non abbia alterazioni pressorie. Ma soprattutto penso alle volte in cui durante la visita per il certificato ho riscontrato anomalie, di solito cardiache, che pongono cautela per l’attività sportiva “spinta“.

DEFRIBILLATORI ED ELETTROCARDIOGRAFI
Il defibrillatore permette un intervento immediato in caso di arresto cardiaco durante la prestazione fisica. Le linee guida attualmente vigenti dicono che un intervento tempestivo entro i primi 3 minuti dall’arresto cardiaco permette di salvare la vita senza danni cerebrali importanti.

Il defibrillatore deve essere utilizzato preferibilmente da personale che abbia seguito un corso BLSD (Basic Life Support Defibrilation), quindi che sappia effettuare manovre di rianimazione cardiovascolare.
l’elettrocardiografo si utilizza nei casi in cui il paziente abbia un malessere di qualunque natura che può influire sul corretto funzionamento del cuore. l’ECG viene poi inviato per via telematica ad una centrale d'ascolto, normalmente una UTIC (Unità di Terapia Intensiva Coronarica) presidiata 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, da un cardiologo che prepara un referto in tempo reale. l’elettrocardiogramma può essere usato anche per un controllo preventivo o per screening periodici (ad es. ogni sei mesi) degli atleti.

I corsi per l’utilizzo dell’elettrocardiografo sono relativamente più semplici e non richiedono competenze particolari: tuttavia, è importante essere istruiti su come posizionare gli elettrodi e adoperare il dispositivo in modo corretto.