Parte del Public Program di OooOoO - skatepark realizzato dall’artista coreana Koo Jeong A, progetto a cura di Julia #Peyton-Jones con Lorenza Baroncelli - il 31 gennaio 2020 alle ore 18.30 Triennale Milano presenta la lectio di Roberto D’Agostino dal titolo Tracce sul marciapiede, con l’introduzione di Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano, e di Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo, e con gli interventi di Paolo Cenciarelli, fotografo, Simone El Rana, artista, Paulo Lucas von Vacano, editore di Drago edizioni.
La lecture sarà poi accompagnata da tre proiezioni: il documentario Dogtown and Z-boys (2001), narrato da Sean Penn, che racconta la rivoluzione dello skate, avvenuta a Dogtown, degradato quartiere tra Santa Monica e Venice; Paranoid Park di Gus Van Sant, premio speciale a Cannes nel 2007, nonché miglior film del 2007 secondo i critici della prestigiosa rivista francese “Cahiers du cinéma”; Kids (1995), diretto da Larry Clark e sceneggiato da Harmony Korine, che racconta 24 ore nella vita di un gruppo di adolescenti dei bassifondi di New York.
Concluderà la serata il Dago Party.
Dal 31 gennaio fino al 16 febbraio 2020 sarà inoltre aperta in Triennale una mostra, sempre a cura di Roberto D’Agostino, con una selezione di fotografie di Paolo Cenciarelli, che raccontano la cultura skate di Roma in relazione al contesto urbano e architettonico, una selezione di skateboard creati da Simone El Rana e due video sulla scena skate di Milano e Roma ideati per Triennale da Roberto D’Agostino con montaggio del fotografo Pierluigi Amato.
Nella sua lectio Roberto D’Agostino analizzerà lo skating, e la sottocultura da esso prodotta, “come spazio di sovrabbondanza, eccesso, prevaricazione, frastuono, esibizionismo, dolore ed estasi”.
Come afferma D’Agostino, “fare skating non nasce da un bisogno di ribellione ma piuttosto da un bisogno mistico, biologico di calore umano, di amicizia, di fratellanza, di solidarietà”.
Lo skate risponde a una esigenza primaria di non omologarsi, di non uniformarsi; ed è in questo la sua forza e il suo essere di comportamento trasversale a tutte le generazioni. Di tutte le sottoculture, lo skate è forse la più completa: mette insieme sport, musica, stile, ribellione, autoproduzione, video, fanzine. È anche architettura e intervento urbano, se si pensa a come negli anni Settanta i giovani skater californiani, emarginati dalle città, conquistavano spazi alternativi nelle piscine delle ville svuotate dalla siccità, per poi improvvisarsi carpentieri e muratori e fabbricare in proprio i primi parchi con scivoli e ostacoli. D’Agostino nella sua lecture ripercorrerà inoltre la storia e la diffusione dello skating in Italia dagli anni Settanta per arrivare all’affermazione della disciplina che, ufficialmente riconosciuta dal Coni, sarà annoverata tra le nuove discipline alle Olimpiadi di Tokyo 2020.
Informazioni
Tracce sul marciapiede
Lectio di Roberto D’Agostino
Progetto e testo a cura di Roberto D’Agostino con la collaborazione di:
Paolo Cenciarelli, Simone El Rana, Pierluigi Amato, Paulo Lucas von Vacano
venerdì 31 gennaio 2020, ore 18.30
Ingresso libero
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